CINEPOSTER| RACCONTO DI NATALE

di Augusto Leone

 

Manifesto e titolo in rosso annunciano il classico film natalizio: l’ossequio alla tradizione richiama in un’elegante dimora alto borghese un numeroso nucleo famigliare.

 

L’occasione del festeggiamento rituale trasforma la sala da pranzo in un palcoscenico in miniatura, dove ciascuno svolge il proprio ruolo rispettando il galateo imposto dal cerimoniale annuale: tuttavia proprio la costrizione all’intimità obbligata può anche fungere da pericoloso stimolo per i componenti del microcosmo  a disseppellire le tensione rimosse e a identificare nel parente il nemico di sempre o un inaspettato e solidale compagno di sventure. La famiglia in tal modo diventa il divano dello psicanalista, ove si mette a nudo la propria anima: spazio di repressione quindi o, all’opposto, universo da esplorare nelle spasmodica ricerca di farmaci salutari.

 

Nel poster per altro si nota l’assenza di gerarchia e di un qualsiasi ordine nella disposizione  degli ospiti, riflettendosi in esso la pacifica e volontaria frantumazione dell’antica famiglia patriarcale: ogni persona ha un modo proprio di accostarsi alla tavola e agli altri, c’è chi  appare imbronciato, ch si copre il volto rifiutandosi di vedere e di ascoltare, chi si disperde in un frivolo chiacchiericcio.. Evidente allora che la macchina da presa del regista francese Desplechin, erede della Nouvelle Vague,  intende essere fedele all’anarchico divenire del convivio, sorprendendo e smascherando il gruppo in un momento di remissione dalle convenzioni.

 

Lascia un commento