Solo un padre – Recensione

Solo un padre e un padre solo.

Luca Lucini ( regista di  3 Metri sopra il cielo, Amore Bugie e Calcetto, L`uomo perfetto) scaraventa sulla scena Luca Argentero nella parte che di solito è riservata alle grandi maschere estrose, dall`animo cupo e che impersonificarle significa rasentare il limite al di là del quale si sfiora la follia. NIente di tutto ciò traspare dal film ma tuttavia Luca Argentero riesce a dare una buona prova di sè facendo intravedere un notevole miglioramente e un`appena iniziata maturazione. Protagonista è Carlo, dermatologo affermato, dal sorriso amaro, occhi che nascondono segreti e silenzi da cusotidre ( "alcune cose possiamo solo tenerle per noi, non c`è altro modo di risolverle"). Carlo, Padre di Sofia che volente o nolente cambierà la sua vita. Carlo è circondato dal bene dei suoi amici, dalla sua famiglia, da un`amica troppo invadente, ma tutto ciò lo rende instabile perchè ha perso qualcosa. Qualcosa che nè il tempo nè chiunque altro potrà restituirgli. L`altra parte di Carlo sarà Camille a farcela scoprire, conosciuta così per caso mentre corre nel parco. Una francesina dagli occhi dolci e dal sorriso contagioso venuta in Italia per fare la ricercatrice all`università. L`uomo dietro il padre. Il coraggio davanti alla vita.  Diciamolo pure, è un filmetto ma che con riesce a mixare bene il ritmo della narrazione giocando sul registro comico e melodrammatico che chiede allo spettatore la pazienza di conoscere a fondo i personaggi inserendo scene rivelatrici qua e là. Altra nota positiva l`utilizzo della colonna sonora che accompgana per gran parte il film senza mai sovrapporsi alle immagini. Il film punta sicuramente all`emozione dello spettatore ma lo fa senza inganni e senza fronzoli.

Voto 7

 

 

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