THE MILLIONAIRE: I CANTORI CIECHI DI BOMBAY

In The millionaire Jamal/Dev Patel, il giovanissimo eroe protagonista, nel bel mezzo delle sue peripezie vede, davanti al tempio Tal Mahal a Mumbai, anticamente Bombay, una scena dell’Orfeo ed Euridice di Gluck: l’ambientazione è suggestiva, e, per quanto lo spettacolo sia stato allestito per i turisti,  il ragazzo si identifica con il celebre cantore, privato di nuovo dell’adorata moglie, dopo averla riportata in vita, incantando con l’ arte l’aldilà. La sequenza è in ultima analisi il cuore del film: se la globalizzazione omologando gusti e abitudini deruba i popoli di tradizioni ed identità, l’universalità del mito restituisce a Occidente e ad Oriente la verità della parola e del canto. E’ un spiraglio sempre più esiguo del resto: ai cantanti bambini di The millionaire privati della vista da un bieco sfruttatore resta, come ai leggendari aedi dell’antichità, il privilegio del racconto, gli occhi degli adulti invece sono abbagliati dal luccichio del progresso.

 Danny Boyle, intenzionato a rappresentare i  patimenti traumatici di un pianeta ovunque in evoluzione parte da una prospettiva sorprendentemente periferica e sentimentale- favolistica: le baracche della metropoli indiana e il melodramma Bollywoodiano da un lato, i romanzi sull’infanzia abusata di Dickens e Orfeo ed Euridice dall’altro. Il presente dell’Asia  disseppelle dalle reminiscenze libresche il passato tragico del vecchio continente. 

 Povertà e sogno di riscatto sono ovviamente universi complementari e non hanno bisogno di ponti per comunicare: la salvezza dalla miseria avviene realisticamente per il fratello di Jamal e per la sua donna Latika tramite l’aggregazione più o meno consenziente alla delinquenza organizzata a cui è legata la modernità di un Paese, ove grattacieli biancastri sopprimono i colori vividi delle strade. La fortuna di Jamal al contrario tocca i cuori, proprio perché inverosimile: Orfeo per rivedere Euridice ammansisce le fiere con la musica, il  “ragazzo del tè” in un call center lotta contro le forze vincenti nell’India contemporanea- e non solo lì- per l’innamorata perduta  rispondendo alle domande di un noto quiz televisivo. Le richieste però esulano dal nozionismo di una generica cultura, bensì concernono l’esperienza di vita vissuta: il  cantore del mito greco trasfigura in note il dolore, e Jamal trasforma in 20 milione di rupie le sofferenze di un intero popolo. I singoli quesiti evocano in lui i momenti più drammatici di un infanzia  esemplare da cui si evade esclusivamente affidandosi all’immaginazione o alla violenza del crimine. Un treno porta su in cielo fra le stelle i vinti: a Mumbai si danza, altrove si inneggia alle isolane più famose, per dimenticare che  Euridice è tornata a dormire in eterno  nell’Ade.

 

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