CINEPOSTER: MADAGASCAR 2

Il poster di Madagascar 2 risucchia in una vertiginosa sinestesia gli occhi dello spettatore: un trionfo frastornante di suoni e colori, dove l’immersione nell’avventura non concede riposo tanto meno ingombranti pause di riflessione su quanto si vede. L’unica morale evocata è quella del celebre motivetto orecchiabile“Mi piace quando ti muovi”. La favola animalesca postmoderna è diventata di fatto occasione per il virtuosismo dei laboratori artigianali dell’industria cinematografica: qualsiasi contesto si restringe all’arena di un circo, dove fondali dipinti  interscambiabili simulano natura e paesaggio. Il tempo è quello del Carnevale e del capovolgimento tipico dei ruoli, lo spazio è la giungla verde, il classico luogo del fantastico: le fiere per un giorno, in fuga delle gabbie dello zoo, diventano mansuete e portatrici di civiltà, gli uomini  non disturbano- la Dreamwork  di solito oscura la figura umana o la colloca in posizione periferica- la metropoli non domina l’ambiente, la diversità fra specie crea solidarietà di gruppo. I volti ovviamente sono maschere perfette, corpi e gesti imitano spiritosamente tic e manie umane, ma cosa comunica l’espressione allibita dello sguardo da gitanti svagati persi nel luna park? La convinzione di essere lì  per sbaglio, mine vagante costrette ad improvvisarsi autori di se stessi per rinverdire il vecchio precetto del buon Marino “E’ del poeta il fin la meraviglia”. 

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