CINEPOSTER: LA DUCHESSA

 La locandina è quasi il manifesto dell’anticonformismo aristocratico dell’esteta: la smania di protagonismo trasforma l’ambiente d’origine, a condizione che si appartenga a un classe elevata, nel palcoscenico ideale per le proprie esibizioni. La luce del sole riveste la bellissima ed elegantissima dama, la duchessa del titolo interpretata dall’attrice Keira Knightley, di un aureola quasi magica: essa pare voler spiccare il volo dall’oscurità museale che la tiene rinchiusa, eppure dallo sguardo di lei non traspare la ricerca disperata di un altrove bensì l’orgogliosa consapevolezza di essere ammirata in quanto arbiter elegantiae, ovvero regina del buon gusto. Astio e amarezza li si riscontra piuttosto in coloro che la circondano, relegati a comparse sullo sfondo: sono  vittime o carnefici? Il poster non precisa, ma il contrasto evocato pare suggerire non tanto lo studio dei caratteri quando la lotta per emergere di una volitiva eroina: se improbabile pare la consultazione puntuale delle fonti documentarie sull’epoca e sui protagonisti, accurata sarà invece la ricostruzione degli interni, degli abiti e dei gioielli, secondo la prassi consolidata nei film storici di scuola inglese.  La storia è un teatrino con attori in costumi, dove si recita un approssimativo presente, ma fino a che punto i miti creati dal circo mediatico e dalla cultura di massa trovano corrispondenza in quelli di ieri riservati alla repubblica ristretta dell’aristocrazia della nascente Europa? Sarà interessante vedere se la pellicola di Dibb, tratta dalla biografia scritta da Amanda Foreman di Lady Georgiana, sposa infelice dal 1774 del duca di Devonshire,  azzarderà  il confronto con “la principessa del popolo” Diana Spencer e in quale ottica.  

 

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