CINEPOSTER | NATALE A RIO

 

Ci sono film, rigorosamente vietati ai cinefili, che è obbligatorio vedere in compagnia di amici intimi e parenti, quando, liberi dagli impegni quotidiani, durante il Natale, si passa insieme con loro l’intera giornata: dopo il pingue banchetto, ci si veste e si bussa alla porta di altri famigliari che non si sono potuti invitare perché mancava lo spazio o perché troppo lontani non avrebbero fatto in tempo ad arrivare. I volti noti e sorridenti del poster di Natale a Rio ci assicurano che l’improvvisata sarà gradita e l’accoglienza sarà festosa, come d’abitudine: le persone le conosciamo, sono i simpatici personaggi della TV, ospiti consueti del salotto di casa, non ci saranno presentazioni o incontri imbarazzanti e l’allegria diffusa della rimpatriata fra sodali ci darà l’illusoria sensazione di poter immobilizzare il tempo e di poter esorcizzare nella battute facili dolori e tradimenti. Si allestirà alla buona il solito spettacolino tanto per fare quattro risate tutti insieme: niente di impegnativo, si tratta di un teatrino domestico privo  di pretese d’arte, un prodotto genuinamente artigianale, una farsa dove gli attori dilettanti hanno in mente un canovaccio confuso e pieno di luoghi comuni, equivoci, scambi di ruolo, adulteri, conflitti generazionali e di classe, insomma una rivisitazione popolare della commedia classica e un ripresa in tono minore della personalità plebea della tradizione plautina. La parte inferiore della locandina ne è conferma: il ridicolo disegnino in verde con le palme e le miniature di un vago Capocabana Palace rievoca l’ambientazione in una Rio pacchiana, un estero favoloso ed esotico, meta esclusivamente immaginaria del nostro viaggiare. Avventurarvisi non implicherà rischi e le peripezie verbali in terra Brasiliana infarciranno il panettone a fine pasto, senza renderlo indigesto.      

Augusto Leone

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