CINEPOSTER | W.

Il poster del biopic di Oliver Stone su Bush jr  è un agghiacciante riflessione sui destini del pianeta: dove potrà andare l’umanità se ad assumerne il comando sono individui come quelli lì in posa? E’ evidente che solamente circostanze fortuite consentono a personaggi sprovveduti e privi di personalità di uscire dall’anonimato di cui sarebbero degni esemplari. Il Presidente degli Stati Uniti d’America non merita neppure d’essere citato con il nome proprio: è solamente un segno grafico, una W.  seguita da un puntino: l’ideogramma di un balbuziente, verrebbe da dire, e quindi un’ allusione alla decadenza di un impero incapace di diffondere cultura e civiltà. La faccia tumescente da ex alcolista non ha messaggi o ordini da dare a nessuno: è lì non per sua volontà e non farebbe differenza per lui essere altrove. Non c’è niente che lasci trasparire il lampo di un pensiero e di una scelta difficile o il coraggio di una decisione controcorrente e non appare neppure il fanatismo convinto di un ideologia o il cinismo di un politico ambizioso e disonesto: il volto pacioso e gigione è in stridente contrasto con gli eventi drammatici che ne hanno caratterizzato la permanenza alla Casa Bianca. Se dunque le precedenti pellicole del regista dedicate a Kennedy e a Nixon affrontavano il problematico nodo della centralità del potere politico rispetto agli accadimenti, in W. la buffa inconsistenza dell’oggetto della narrazione imporrà il deteriorarsi del dramma storico in farsa.  

 

di Augusto Leone


 

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