CINPOSTER | VUOTI A RENDERE

Il poster del film del regista Jan Sveràk-ultimo atto di una trilogia iniziata nel 1992 con Scuola elementare e proseguita nel 1996 con Kolia pluripremiato- non ha né immagini né colori: sullo sfondo bianco risaltano  a caratteri cubitali neri il titolo dell’opera-Vuoti in italiano- e il cognome del regista. L’assenza così assoluta di contenuti, indica l’intento della pellicola di descrivere il senso di vuoto: lo stato d’animo così evocato non è prerogativa di un individuo e di circostanza particolari, bensì condizione esistenziale peculiare di specipiche fasi della vita umana in  contesti storicamente determinati ma universalmente diffusa. Naturale dunque pensare a vecchiaia, povertà ed emarginazione, situazione in cui vivono nella Praga contemporanea i protagonisti del lungometraggio. Assisteremo allora al patetico resoconto realistico di una resa al nulla? In realtà la mano a cui si debbono le scritte giganti sul manifesto, non è remissiva o timida: le lettere tracciate si sono impadronite dello spazio desolatamente sgombro, sfidandolo e quasi cancellandolo.    

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