Presentazione Cinemonitor | Intervento di Roberto Faenza

 

Intervento di ROBERTO FAENZA 
Mission e contenuti di Cinemonitor.it  
Roma 5 marzo 2009
 
 
Cinemonitor.it è un portale insolito, proviene da una realtà universitaria, è finalizzato a monitorare il mondo del cinema e si rivolge al web 2.0 con finalità di finestra collettiva.
Ho usato il termine “insolito” per non dire unico: abbiamo fatto varie ricerche in questo senso e non abbiamo riscontrato neppure all’estero iniziative simili.
L’idea di varare cinemonitor è nata due anni fa quando Mario Morcellini, il Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, mi ha incaricato di istituire un Osservatorio sul cinema in Italia, il cui prodotto finale avrebbe dovuto essere la creazione di un portale, aperto ai contributi degli studenti e dei professionisti del settore.
Abbiamo lavorato due anni per progettarlo e fabbricarlo, lo abbiamo sottoposto a un rodaggio di tre mesi e oggi siamo pronti, pur sapendo che è ancora perfettibile, il che dipende in gran parte dal vostro contributo, dalle vostre critiche e dai vostri suggerimenti.
 
Direi che, come si usa dire oggi, la “mission” che ci distingue è voler mettere in comunicazione il cosiddetto “mondo del cinema”, in realtà un microcosmo formato da poche migliaia di persone, con “il vero mondo del cinema”, che è quello formato da milioni di giovani.
Sono loro i nostri veri interlocutori e sbagliamo quando ci rivolgiamo a loro solo come spettatori, mentre sarebbe ben più proficuo poter contare su una rete di comunicazione permanente che guardi ai loro reali interessi e alle loro proposte.
Faccio un esempio: a partire dal successo di La notte prima degli esami, in Italia è scoppiato il boom del filone giovanilista. Credendo di avere tra le mani il cuore e il cervello dei giovani e del loro mondo, i nostri produttori si sono lanciati in una serie di prodotti che hanno imitato quel primo esordio inanellando, vedi i risultati al box office di questi ultimi mesi, una serie di flop inaspettati. Forse, avendo una maggiore frequentazione del mondo giovanile, queste pellicole avrebbero potuto essere evitate o almeno rese più appetibili.
Non a caso, abbiamo letto di recente sulla stampa americana che Hollywood ha arruolato come “opinion leader” della produzione giovanile campioni di giovani, dai teenager ai liceali, ai quali vengono sottoposti preventivamente copioni e soggetti. E’ un idea magari neppure tanto originale, che però sottolinea l’esigenza di creare ponti e reti tra mondi che tendono a non comunicare. 
 
L’altro elemento che distingue la nostra iniziativa è un assioma di cui siamo fermamente convinti e che abbiamo posto a frontespizio della nostra missione: “il cinema non è più solo”.
Con l’avvento di internet è nato un nuovo mondo.
Come gli emigranti di un tempo, tutti noi dobbiamo metterci in viaggio verso un mondo che ancora non conosciamo, ma che esiste, fa milioni di proseliti ogni minuto, pronto a modificare e anche devastare il pianeta della comunicazione al quale siamo stati abituati.
Basta osservare i risultati di un recente convegno tenutosi presso l’MIT (Creativity in The Digital Era), al quale hanno partecipato i rappresentanti delle major companies internazionali (gli unici italiani presenti erano gli inviati di cinemonitor e non lo dico per vantare meriti, ma semmai per lamentare l’inerzia dell’industria cinematografica nostrana), per rendersi conto che l’intero mondo del cinema e il suo sistema di funzionamento non saranno più gli stessi, grazie e a causa del nuovo mondo che popola il web. Mi riferisco al dilagante fenomeno dell’ “User Generated Content”, finalizzato alla produzione di nuovi contenuti generati direttamente dagli utenti, fenomeno al quale il cinema, come pure la televisione, non potrà restare estraneo.
 
Perché siamo convinti che il cinema non sia più solo?
Non tanto perché se gli spettatori diventano anche autori ci chiederemo che stiamo a fare noi. Non è questa la ragione. Ma perché con la nascita di nuovi strumenti di comunicazione e di diffusione cambierà, volenti o nolenti, il nostro stesso modo di fare spettacolo, di fare cinema, di raccontare storie. 
Ha pienamente ragione Frank Moss, il direttore del Media Lab al MIT  quando scrive che: “il modo di raccontare le storie dipende soprattutto dagli strumenti di cui disponiamo. Per questo, la ricerca di nuovi tool corrisponde alla ricerca di nuovi modi di raccontare”. Da quando è arrivato internet, noi non siamo più soli e se non lo capiamo sin d’ora finiremo per essere travolti.
Del resto non c’è di che stupirsi se oggi le idee, le storie, i racconti e i video di milioni di persone, giovani e meno giovani, sono stati “sdoganati” e hanno trovato in rete, per la prima volta nella storia dell’umanità, un luogo dove confrontarsi, farsi vedere, stringere amicizie, in una parola: comunicare.
 
Le cifre parlano da sole: il social network conta al momento oltre 500 milioni di utenti, vedi il successo dilagante prima di Youtube (20 milioni di visitatori al mese), quindi di Myspace (180 milioni di iscritti) e ora di Facebook: creato nel 2004 da uno studente di Harvard, nel 2009 si appresta a superare Myspace (solo in Italia ha già raggiunto 7,5 milioni di iscritti).
Il rapporto dell`Onu reso noto poche ore fa indica che il numero di coloro che navigano nel web è più che raddoppiato tra il 2002 e il 2008, passando dall`11 al 23% della popolazione mondiale, dato che induce il palazzo di vetro ad affermare: “oggi un quarto dei terrestri sono Internauti”. E più di metà dei terrestri possiede un cellulare: per l’esattezza 4 miliardi e 100 milioni di persone, su una popolazione totale di 6 miliardi e 700 milioni. La soglia del 50% è stata raggiunta nel 2007; quest`anno siamo al 61%.
 
Non è un caso se conoscendo queste cifre Hollywood, putroppo sempre prima dell’Europa (per non parlare dell’Italia) ha capito l’antifona e sta correndo ai ripari.
Non a caso Steve Jobs ha investito i profitti della Apple per diventare azionista di maggioranza della Disney.
Non a caso, lo stesso inventore di Facebook, il ventenne Mark Zuckerberg, ha progettato con la Sony un film ispirato ai messaggi e ai video del suo sito (va segnalato che al fenomeno Facebook sta lavorando anche un gruppo di filmakers italiani con un instant movie che speriamo di vedere presto sui nostri schermi).
Per non essere da meno Myspace (subito acquistata dalla Fox di Murdoch) ha autorizzato la Vertigo a produrre The Faint Heart, dove storia, script e cast vengono inventati in contatto quotidiano con gli utenti.
E se il cinema guarda a internet come a un immenso serbatoio di storie, idee, nuovi volti e nuovi personaggi, la televisione con i suoi canali generalisti e tematici ne è ancora più attratta.
Cito qualche esempio: Quarterlife, fotoromanzo in video realizzato in puntate di 10 minuti; IChannel una serie per webtv che racconta di un ragazzo la cui vita è posseduta dalla sua stessa audience; Justintv che racconta la vita quotidiana di un ragazzo di San Francisco ripreso 24 ore su 24…
Per non parlare del mondo dei cellulari, vedi l’esempio di Nokia e Samsung, che stanno lanciando contest per creare ministorie da diffondere via telefonino.
Se è vero, come riferisce la stampa americana che nei prossimi anni un giornale su dieci sparirà per l’avvento di internet, cosa succederà al cinema?
 
A queste considerazioni, si aggiunga la crisi economica odierna che possiamo sicuramente definire epocale, crisi che non può non toccare il cinema, anche se per ora i dati di affluenza nelle sale appaiono confortanti rispetto ad altri comparti. Nella videointervista che abbiamo realizzato pochi giorni fa con il qui presente Direttore generale e che potete vedere su cinemonitor, si evidenziano le tracce di pericoli incombenti davvero drammatici, dovuti ai tagli del famigerato FUS, irrisolti i quali la produzione di film italiani che hanno richiesto il prestito dello stato, nel 2009 rischia l’azzeramento o quasi. C’è però un dato evidenziato nella stessa intervista, molto eloquente e importante. Il dato è che dei 154 film prodotti in Italia nel corso del 2008, tra nazionali (123) e coproduzioni (31), in netta crescita rispetto al 2007, un numero altissimo è a budget ultraminimo, addirittura sotto i 200.000 dollari. E’ un fenomeno nuovo, che il presidente dei produttori Riccardo Tozzi qualche giorno fa ha definito cinema “fantasma”, perché una volta realizzato difficilmente ottiene visibilità. Eppure è un cinema che prolifera e chiede diritto di cittadinanza. E’ un fenomeno nuovo con cui occorre misurarsi, assolutamente da non sottovalutare.
La nostra previsione è che proprio la crisi globale che ha investito il mondo crescerà a dismisura la realizzazione di questi minifilm, che sempre più diventeranno palestra per la nascita di nuovi talenti e, soprattutto, di un nuovo modo di pensare. Basti riflettere su un dato recente: quest’anno al festival di Sundance sono stati presentati oltre 3.500 film, il 90% dei quali di budget al di sotto dei 500.000 dollari. Stiamo parlando di un esercito che preme alle porte e con il quale dobbiamo fare i conti.
In un’altra videointervista presente su cinemonitor, anche questa condotta pochi giorni fa con Marco Mueller, il direttore del festival di Venezia conferma questo trend e ipotizza per la prossima rassegna una presenza più elevata di lungometraggi low cost, genuinamente indipendente.
 
Personalmente, sono convinto che proprio dalla crisi che ci sta investendo potrebbe venire qualcosa di buono e di positivo. Così come dovremo confrontarci con nuovi stili di vita e di consumo, allo stesso modo dovremo abituarci all’idea che il film di costo medio è entrato in crisi per fare posto o a film di alto budget, alla portata ahimè dei soli americani, oppure a film di bassissimo budget, che potrebbero sorprenderci perché più coraggiosi, più liberi, più innovativi.
Mi viene in mente Erasmo da Rotterdam che scrisse la sua opera più importante quando per viaggiare poteva permettersi solo la groppa di un asino e che scrisse saggi sempre meno importanti una volta divenuto benestante.
 
Per tutti questi motivi, quando abbiamo iniziato a pensare al nostro portale, abbiamo subito capito che, se vogliamo osservare il cinema oggi, non possiamo fare a meno di osservare quanto sta accadendo in rete.
Lì, resta difficile, al momento, parlare di cinema, perché la produzione di milioni di video quotidiani poco o nulla ha a che fare con il cinema comunemente inteso. Ma è lì che si stanno formando talenti, idee e autori di domani. E se il loro linguaggio si appresta a diventare dominante, inevitabilmente finirà per contaminare anche il cinema che siamo abituati a fare e vedere.
Ecco perché ci siamo resi conto che il nostro progetto sarebbe nato morto se lo avessimo confinato a parlare solo di film, di sale, di box office.
 
Di qui, la scelta di parlare sì di cinema, ma di aprire infinite finestre per un’interfaccia con il web 2.0, lanciando un ponte verso la creatività e la sperimentazione giovanile, pronti ad agitare un cocktail combinato di interviste in video, inchieste, cortometraggi, documentari, concorsi per filmaker e storyteller, progetti per il web, il tutto mischiato ai contributi dei professionisti dell’industria, di esponenti dello star system e dei nostri migliori opinion leader.
Dicevo all’inizio che abbiamo appena cominciato e dunque i contenuti presenti al momento su cinemonitor sono per lo più in progress.
In futuro vorremmo essere più tempestivi, più coinvolgenti, più capaci di sperimentare noi stessi nuovi linguaggi e nuovi forme di comunicazione, soprattutto praticando nuove forme di interattività, che è il vero segno innovativo del web (a questo proposito, cito l’esempio di Voyage au bout du charbon, uno splendido documentario interattivo prodotto da Le Monde, che proprio in questi giorni ci ha segnalato Filippo Macelloni, il filmaker che ha realizzato con la nostra università un altrettanto bel documentario sulla vita quotidiana a Roma ripresa dalle telecamere di sorveglianza.  
Al momento, la nostra redazione è formata da 18 redattori, tra studenti ed ex studenti, oltre a un centinaio di collaboratori esterni, che si sono iscritti per inviare i loro contributi. La piattaforma informatica è gestita dal gruppo Medita.
 
Ci ha stupiti in queste poche settimane di rodaggio che, senza aver minimamente pubblicizzato il nostro portale, siano già arrivate migliaia di contatti, molti dei quali dall’estero. Cito qualche esempio: dall’Università di Monaco di Baviera ci hanno chiesto l’autorizzazione a includere l’intervista che abbiamo fatto a Eugenio Scalfari per un volume che stanno pubblicando su come gli stranieri vedono il mondo del cinema italiano. Da Worwick, l’università ci ha chiesto se possiamo aiutarli a organizzare un convegno internazionale, da tenersi nel 2010, sulla realtà del nostro cinema. Dall’America di Sundance un gruppo di cineasti indipendenti si è offerto di diventare nostri corrispondenti.
Siamo solo all’inizio, cresceremo.
 
Tornando a noi: sinora abbiamo contato su un finanziamento biennale del Ministero, per l’avvenire lavoreremo per consolidarci, di modo da poter mettere in cantiere una serie di progetti che stiamo attivando.
Il primo consiste nella creazione di una VideoEnciclopedia del cinema contemporaneo italiano, divisa in under 30 e over 30, dove si possano trovare autori, sceneggiatori, attori, produttori, tecnici, in un database on line continuamente aggiornato.
Il secondo progetto, che contiamo di pubblicizzare a breve, consiste nel lanciare un concorso in rete sul diffondersi del “netloving” tra i giovani, fenomeno tutt’altro che marginale se un economista di fama come Jacques Attali gli ha dedicato di recente un intero studio. Il concorso sarà aperto sia a filmaker italiani che stranieri, con l’obiettivo finale di “montare” un film di circa 100 minuti, da distribuire sia sul web che eventualmente  in forme segmentate.
 
Bene, mi fermo qui.
Il nostro augurio sincero, magari un po’ pretenzioso, è che il nostro portale diventi la casa del cinema italiano on line. Se ci riusciremo dipenderà soprattutto da voi e dalla vostra partecipazione.
 
Adesso i coordinatori della nostra redazione, Gabriele Sabatino, Edoardo Campanale e Ivana Marrone di Radio Sapienza dedicheranno una quindicina di minuti a presentare i contenuti e le finestre del cinemonitor.
 

 Leggi l`annuncio del Preside di Facoltà Prof. Mario Morcellini

 

Cinemonitor.it – LE SEZIONI
 
All’interno del portale Cinemonitor.it si possono trovare le seguenti sezioni, coordinate da Gabriele Sabatino, Edoardo Campanale e Piero Balzoni:
 
RICERCHE & ANALISI , curata da Marco Moraschinelli e Angela Rolletta, è la sezione dedicata alle ricerche dell’Osservatorio Cinema. In questo momento è già stata avviata una riflessione sulla influenza della critica sul botteghino e di come i due giudizi, uno soggettivo l’altro oggettivo, si sono interfacciati negli ultimi 10 anni di cinema.
Per quanto riguarda la sezione Ricerche & Analisi, Cinemonitor sta portando avanti una ricerca importante, curata da Livia Serlupi, che intende tracciare l’"Identikit dello scaricatore da web", un’indagine per comprendere le motivazioni che portano le persone, e soprattutto i giovani, a scaricare dal web film vecchi e nuovi del cinema nazionale e internazionale. Tale indagine, di stampo qualitativa, in questo momento è nella fase di messa a punto del campione. Successivamente tramite questionari e interviste in profondità vuole indagare sulle dimensioni e sulla complessità di motivazioni e percezioni di coloro che scaricano cinema dal web. Cinemonitor vuole arrivare a descrivere uno scenario che in questo momento, secondo le distribuzioni e produzioni cinematografiche e di Home Video, danneggia enormemente il mercato. Ma capire "chi è lo scaricatore tipo" potrebbe permettere di attuare interventi governativi o produttivi e commerciali adeguati a limitare gli atteggiamenti sbagliati o a farli confluire in comportamenti che non danneggino l’industria lcinematografica. Cinemonitor intende rispondere anche alla domanda se il fenomeno del file sharing possa, paradossalmente, aiutare il mercato del cinema e della musica.
 
La Sezione INTERVISTE, per lo più in video,è coordinata dai filmaker Diana Corati e Giulio Poidomani; propone numerosi interventi di esponenti del cinema e dell’industria dell’audiovisivo ed è destinata ad arricchirsi ogni settimana. In questo primo periodo Cinemonitor ha già intervistato Eugenio Scalfari, Gaetano Blandini, Luca De Biase, Gianni Canova, Pietro Valsecchi, Fulvio Lucisano, Gianluigi Rondi, Mario La Torre, Severino Salvemini, Giulia Rodano, Elda Ferri, Laura Chiatti, Fausto Brizzi, Marco Mueller, Sergio Fabi e molti altri.
 
Su questo solco Cinemonitor ha l’ambizione di creare un’enciclopedia interattiva e multimediale dei professionisti del cinema, dagli autori, agli attori, ai produttori, sino alle professionalità spesso nascoste che lavorano in questo comparto.
 
CINEWIKI, curato da Emanuele Spedicato, è un glossario di termini tecnici del cinema.
 
BIBLIOCINEMA è una bibliografia, in continuo aggiornamento, dedicata ai libri che si occupano di cinema e di tematiche collaterali.
 
LINK , curata da Diana Corati, raccoglie i principali siti italiani di cinema presenti sul web e segnala anche alcuni siti rilevanti stranieri. La cosa importante di queste sezioni è che sono interamente interattive.
 
Chiunque potrà proporre nuovi libri, nuovi titoli, nuovi link e nuovi termini.
Cinemonitor vuole in questo modo essere in perfetta sintonia con l`utente e coinvolgerlo nella maniera più totale nella dinamica di un portale web 2.0.
 
A questo proposito da pochissimi giorni è attiva una sezione che si propone di “trovare storie” per coloro che scrivono di e per il cinema. TROVASTORIE, curata da Gianluca Parisi e Massimo Russo, questo il nome della sezione, è un grande contenitore di storie italiane e straniere (per lo più edite, in futuro più inedite), finalizzato alla ricerca di idee, soggetti, spunti, trame, che possano diventare film, fiction tv, video, racconti per il web, etc. Si tratta dunque di un servizio rivolto a soggettisti, sceneggiatori, registi, produttori, editori on line… insomma a tutti coloro che siano alla ricerca di nuovi contenuti. Particolare attenzione viene rivolta alla narrativa italiana e straniera perchè non c’è niente di meglio, per chi cerca idee, di confrontarsi con gli storyteller per vocazione e professione, ovvero gli scrittori.
Le schede censite derivano da varie fonti, a volte dalle stesse case editrici, a volte dalla nostra redazione, altre ancora dai siti e blog letterari, che sono innumerevoli (sapevate che in Italia si pubblicano oltre 50.000 opere di narrativa all’anno?).
Attivando il motore di ricerca, potrete scoprire se la scheda che vi interessa attiene al genere drammatico, oppure se è una commedia, un noir, una storia di tipo politico oppure sociale, dove è ambientata, in quale epoca, con quali caratteristiche e così via.
 
Cinemonitor offre inoltre una sezione BOXOFFICE, curata da Marco Moraschinelli,  con i dati del botteghino raccolti settimanalmente. L’idea per i prossimi mesi è quella di stilare una classifica box office che potremmo definire territoriale. Chi incassa di più al nord? Quale film incassa di più a Milano e quale di più a Bari? I film italiani sono più visti al sud?
 
Sul versante box office, da notare nella sezione articoli LA CLASSIFICA DELLE CLASSIFICHE, che fornisce i link ai siti che si occupano dei risultati al box office, sia italiani che stranieri, inclusi quelli che fanno previsioni anticipate, in genere il giorno prima dell’uscita in sala.
 
Troverete inoltre una sezione NEWS, una AGENDA, coordinata da Ivana Marrone di Radio Sapienza, che segnala avvenimenti interessanti e altre sezioni come le RECENSIONI,  MATERIALI DIDATTICI, a cura di Sibilla Serra, dove si trovano tesi e lavori svolti dagli studenti delle cattedre di Cinema delle università Italiane. Molta attiva la sezione CINEMA 2.0, coordinata dai filmaker Francesco Sarubbo e Paolo Magnano, dove all’interno è possibile caricare video, soggetti, sceneggiature, idee da sviluppare. Nella sezione IL TUO VOLTO presentiamo volti nuovi e giovani attori, in una sorta di casting on line. Nella sezione CINECULT potete trovare una raccolta delle migliori scene tratte da film famosi e non. Hanno riscosso grande successo (anche grazie all’amplificazione di YouTube) i video che raccolgono le più belle docce del cinema, o le migliori litigate del grande schermo, o le più emozionanti partite di calcio e molte altre scene cult.
 
Infine la sezione ARTICOLI racchiude i nostri servizi di stampo giornalistico ed editoriale. A questo proposito, Cinemonitor segue con interesse le iniziative dell`industria cinematografica, riportando il proprio punto di vista che, come tecnologia vuole, è di stampo multimediale dove scritto, video e sonoro si integrano per condividere, speriamo al meglio, la realtà che monitoriamo.
 
Tra le prossime sezioni a entrare in Cinemonitor presto saranno attivi: CINEMA DIGITALE, curata da Melina Podestà, che si occuperà della nuova frontiera del digitale e della interattività; CINEMA ITALIANO DEL PASSATO, curata da Luca Pallanch e Domenico Monetti, che si propone di fare riemergere opere e autori ingiustamente dimenticati, oltre a operare confronti tra il cinema di ieri e di oggi.
 

 

 

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