The Wrestler | Recensione

Il leone d`oro del Festival di Venezia pronto a ruggire nelle sale italiane

Darren Aronofsky è spesso associato con "Requiem for a Dream" e con "Pi greco – Il teorema del delirio", che di fatto sono stati i suoi gioiellini visionari che l`hanno portato alla ribalta,  e non al successo che – al contrario di come qualcuno fa credere – sono due cose nettamente diverse.
La ribalta è l`onda che viene dal basso, dalla smoderata e ossessiva passione dei cinefili e dei visual addicted. Di quelli che s’emozionano per le sue sequenze con la snorricam ( la mdp attaccata al corpo dell`attore) o per le immagini disturbanti che sono un pugno nello stomaco. Con "The Fountain" l`impresa è stata un pò più difficile ma chi ha seguito le vicende di pre-produzione sa bene che sarebbe stato (ahimé) un flop annunciato. L`ultimo Festival di Venezia ha però portato in trionfo Mickey Rourke nei panni di un lottatore di wrestler che viene chiamato a disputare solo incontri per piccole platee dopo esser stato per anni THE RAM, l`ariete! Si vocifera che abbia trionfato a Venezia ( e non agli Oscar, la statuetta Miglior Attore è andata a Sean Penn) perchè non ci fosse un gran concorrenza. La realtà è che Aronofsky ama questo personaggio, lo protegge, in ogni inquadratura è ben visibile sin dalle sequenze iniziali. La mdp è sempre alle sue spalle,  lo segue nei suoi momenti di solitudine e disperazione, e come un amico invisibile, gli da forza e linfa per reagire. La mortificazione del corpo è mostrata, come nelle mutazioni cronenberghiane, per sottolineare il percorso e i limiti che circoscrivono la vita d’ogni uomo "il ring è l`unico posto dove non mi faccio male". Straordinaria anche Marisa Tomei nei panni di una spogliarellista che saprà dare un bagliore di luce a un animo tormentato ma mai sconfitto. Il cast è completato da Evan Rachel Wood, figlia abbandonata negli anni più burrascosi, salvo poi cercarla dopo un infarto per tentare di recuperare il rapporto. Ciò che funziona meglio,è la completa identificazione tra personaggio-storia-immagini, dove la colonna sonora in alcuni  momenti di intimità tra padre e figlia non è la solita strappa lacrime, ma onde del mare e gabbiani. Nonostante il fallimento dell`ultimo film "The Fountain", Aronofsky si conferma autore visionario in grado di sperimentare e giocare con le immagini come pochi altri.

 

Il trailer

 

 

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