Criminalità audiovisiva | Pirateria erode il mercato dell’home video

Criminalità audiovisiva | Pirateria erode il mercato dell’home video

Per la Federazione anti-pirateria audiovisiva italiana (Fapav), attualmente il 90% dei film messi in rete a ridosso dell’uscita cinematografica viene registrato nelle sale e più dell’80% delle pellicole è disponibile sul web entro il secondo giorno di programmazione.
Il danno economico è rilevante.
 
Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto di economia dei media (Iem), nel 2007 il mercato europeo del noleggio e della vendita di film è sceso a 11,5 miliardi di euro, poco più di quanto registrato nel 2002. Negli ultimi tempi, poi, il furto digitale sta coinvolgendo anche i telefilm, che per la maggior parte vengono registrati dalla tv e messi in rete poche ore dopo la trasmissione. Per TorrentFreak.com , sito che conteggia anche i download dalle reti p2p, nel 2008 ogni singolo episodio di ‘Lost’ è stato scaricato illegalmente oltre 5 milioni di volte, soprattutto al di fuori degli Stati Uniti.
 
Le major e i network stanno correndo ai ripari un po’ ovunque. Anche in Italia si stanno facendo passi avanti: a metà gennaio è stato presentato il Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale, commissione creata con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il dato di ‘The Dark Knight’, campione di incassi e di vendite per l’home video, oltre che dei download illegali, fa però riflettere gli analisti, che oltre al danno economico immediato indicano, non da oggi per la verità, la possibilità di un ricco mercato legale, complementare agli altri due. E, l’industria cinematografica, con ritardo, sta infatti imboccando anch’essa la strada già intrapresa da quella musicale: legalizzare e cercare di trarre profitto dal canale online. In Usa i colossi dell’home video Netflix e Blockbuster hanno iniziato a vendere e noleggiare film e telefilm da Internet, anche per le nuove reti delle console.
 
 
Fonte: Key4biz

 

 

 

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