Watchmen | Recensione

 
TEOREMA

Una pellicola ambiziosa, intelligente e visivamente spettacolare che tuttavia difetta sotto il punto di vista dell`identificazione emotiva con la storia ed i personaggi.

Istruzioni per l`uso: i fan del film 300 dimentichino l`ultimo film dell`ottimo regista Zack Snyder e si preparino ad assistere alla visione di quello che può essere considerato tutto tranne che un godibile blockbuster dal facile consumo.

Qui la base di partenza è la serie di fumetti scritti dal britannico Alan Moore e disegnata dall`illustratore inglese Dave Gibbons, inserita niente meno che nella lista della prestigiosa rivista Time tra i 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi.

La storia si svolge in una sorta di universo parallelo ambientato negli anni `80, un mondo in cui Richard Nixon è al terzo mandato presidenziale, la guerra in Vietnam è stata vinta dagli Stati Uniti e l`America è all`apice della guerra fredda con la Russia, in uno scenario che prefigura l`imminente inizio di una guerra combattuta con testate nucleari.

In questo scenario si muovono i vigilantes mascherati, autoproclamatisi tutori della giustizia fin dalla costituzione, negli anni `40, della prima associazione di “eroi” in costume: i “Minuteman” (la loro ascesa e caduta viene magnificamente raccontata durante i titoli di testa del film ). Al primo gruppo di combattenti mascherati, finiti per lo più in rovina, è succeduta una seconda generazione di giustizieri, il gruppo degli “Acchiappa-Crimini”: Rorsharch, il Comico, Spettro di Seta II, Ozhymandias, il secondo Gufo Notturno, ed il Dottor Manhattan (l`unico tra questi a possedere delle qualità extra-umane).

Nell`universo oscuro dipinto nel film non esistono eroi nel senso pieno del termine: i personaggi della storia si muovono tutti su un labile confine che separa senza nette distinzioni l`ideale della giustizia ad ogni costo versus un malcelato delirio di onnipotenza.

Quando il Comico viene brutalmente assassinato (la sequenza di apertura del film è quanto mai violenta), si scatenano una serie di eventi che porteranno alle estreme conseguenze il concetto di “guerra preventiva”.

Il film è fedelissimo al fumetto dal quale è tratto, tanto nelle ambientazioni e nella scelta delle inquadrature quanto nel typecasting degli attori e le poche variazioni alla sceneggiatura vanno a tutto vantaggio della traduzione cinematografica.

Guerra fredda, olocausto nucleare, stupro, giustizia vs giustizialismo, la forza primordiale e più spesso il piacere della vendetta, pulsioni e perversioni sessuali di vario genere sono suggeriti, descritti e il più delle volte esplicitamente mostrati in una pellicola che paradossalmente ha, tra i suoi principali difetti, proprio quello di soffrire di un eccesso di sceneggiatura.

Questo è, a parere di chi scrive, il principale pregio e al contempo il principale difetto del film: se è vero che chi ha letto ed amato la graphic novel di Moore potrà apprezzare appieno le numerose trame e sotto trame della macchinosa narrazione, ai neofiti il film rischierà di risultare complicato e con ogni probabilità indigesto, algido e privo di sentimenti come l`anima del Dottor Manhattan, incapace di provare qualsivoglia pietas per il destino della razza umana.

 Marco Moraschinelli

Lascia un commento