LEGAMI DI SANGUE

Legami di sangue è il film che segna l’esordio dietro la macchina da presa di Paola Colomba, attrice e regista teatrale.
Interamente girato in un insolito e senza dubbio suggestivo Molise, il film crea nello spettatore un uno stato di disorientamento che collega un immaginario collettivo contemporaneo a circostanze decisamente lontane al nostro tempo. La storia narrata è quella di una famiglia contadina alle prese con una esigua eredità, tre fratelli e una sorella si confrontano in una realtà povera sospesa tra tradizione e modernità: Giovanni, appena uscito dal carcere per bancarotta fraudolenta torna nel casolare di famiglia per rivendicare la sua parte di eredità ma viene ostacolato dal fratello Giuseppe che manda avanti la famiglia in una sorta di insano patriarcato d’altri tempi. La sorella Luana che, con un atteggiamento a tratti paradossale, cerca di vestire i panni della mediatrice prendendosi nel frattempo cura del quarto fratello Andrea, affetto da gravi disturbi mentali e respiratori.
Un film interamente autoprodotto, dai forti contenuti, che lascia emergere spaccati di vita esposti in maniera forse troppo evidente tanto da apparire quasi esasperati e a tratti non troppo lontani dalla fiction. Vicende che, tra ricordi e rancori, Paola Colomba ripercorre attraverso flashback che vedono coinvolto Arnoldo Foà nei panni del padre defunto.
Il Premio Flaiano gli ha conferito il riconoscimento come miglior film “Concorso Opera Prima”, oltre a quello per la migliore attrice protagonista Cristina Cellini alla sua prima esperienza sul set, come quasi il resto del cast.
Legami di sangue viene sicuramente inserito in quel cinema di denuncia che vuole raccontare senza troppi filtri verità estreme, e in questo prende tutto il merito dovuto.

 

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