“ I bambini come specchio della societa` del dopoguerra”

 

Tesina di Emanuela Marroni
 
Nel progettare questo lavoro devo confessare di essermi trovata un po’ in difficoltà, almeno all’ inizio; difficoltà dovute al fatto di dover scegliere alcune tematiche piuttosto che altre presenti nei film in programma.
In realtà è doveroso dire che ogni film visionato, più altri visti per mia scelta, sarebbero stati interessanti da esaminare attentamente e lavorarci sopra, un esempio potrebbe essere il film “RISO AMARO” (1949) di G. De Santis, vero e proprio documento di un Italia che sta cambiando, soprattutto mettendo in evidenza il ruolo, la figura della donna sotto vari punti di vista, come per esempio la sessualità,…….un vero capolavoro, quindi, che ha portato poi il film ad aggiudicarsi una candidatura al premio “Oscar” del 1951 come miglior soggetto e per premiare un’ Italia che stava risollevandosi da una guerra lunga e assolutamente disastrosa da ogni ottica la si volesse considerare. Oppure “ROMA CITTA’ APERTA” (1945) di R. Rossellini ( Palma d’ oro al festival di Cannes del 1946 e Nastro d’ argento come miglior film) di cui però, in realtà, in parte mi sono occupata e anch’ esso si può definire un vero e proprio documentario di un’Italia “che si piega, ma non si spezza”, grazie proprio alla Resistenza presente in quegli anni, alla speranza di poter cambiare la situazione in cui versava il Paese e l’ essere pronti a tutto, anche a morire ( che forse era il male minore! ) per riuscirvi. Insomma tutte quelle tematiche guerra, occupazione, voglia di libertà che ci colpiscono dentro, che ci dovrebbero insegnare QUALCOSA, ma che, allo stesso tempo, ci mettono anche un po’ paura, proprio perché siamo esseri umani; e grazie ovviamente alle straordinarie capacità interpretative di un’ inimitabile Anna Magnani e di un impegnato Aldo Fabrizi.
Per quanto riguarda i film che ho scelto di analizzare, sono arrivata a
questa scelta sulla base di tematiche, e di alcune “figure” da cui sono rimasta particolarmente colpita e a cui ho voluto, per quanto mi è stato possibile, dar voce, ovvero all’ INFANZIA e alla MISERIA di quel periodo storico, che, purtroppo, sono strettamente legate e presenti in “SCIUSCIA’” (1946), “LADRI DI BICICLETTE” (1948) di V. De Sica (vincitori entrambi del premio Oscar come miglior film straniero), in parte in “ ROMA CITTA’ APERTA” (1945) di R. Rossellini e “BELLISSIMA” (1951) di L. Visconti (vincitore del Nastro d’ Argento nel 1951).
Quindi capolavori appartenenti a quello che viene definito “CINEMA NEOREALISTA”, come “NEOREALISTI “ sono chiamati i grandi registi di quel periodo. Bisogna dire però, ad onor del vero, che i cosiddetti “registi neorealisti”, in realtà non erano consapevoli di appartenere ad un movimento culturale e sociale che stava nascendo in quegli anni e che in qualche modo loro stessi avevano creato, ma non avevano di certo “definito”, in quanto non si erano resi conto di essere parte integrante, grazie al loro lavoro, alle loro opere, di quello che è stato e sarà, nonostante la sua “breve vita” (dal 1940 al 1950), l’ identificazione del cinema italiano.
( Un piccolo aneddoto: secondo quanto riferisce L. Visconti – in un’ intervista – il termine NEOREALISMO fu applicato per la prima volta al cinema dal montatore M. Serandei a proposito di “OSSESSIONE”, del 1943. )
Considerando i film prima menzionati, si potrebbe dire che ciò che li accomuna considerando il tema dell’ infanzia è la difficoltà, sempre presente in modi diversi, di ESSERE PICCOLI IN UN MONDO DA GRANDI E PER GRANDI.
 
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Comments
One Response to ““ I bambini come specchio della societa` del dopoguerra””
  1. Paola Marrero ha detto:

    Vorrei leggere questa tesina. Mi servirebbe molto come punto di rifferimento per un saggio sul qui sto lavorando per la mia classe di cinema. Se c’è un modo in cui me la potete spedire (purtroppo non trovo qui il “visualizza allegato”). La mia mail è paola.judith.26@gmail.com
    Grazie mille!

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