Loisir Neorealista

Tesina di Anna Maria Gentili

 Mi appassionai al cinema degli anni ’50 partecipando ad una conferenza sul genio di Federico Fellini, quando il pianista eseguì dal vivo il tema de L’intervista, mix dei temi di La Dolce Vita e La Strada, mentre le immagini del film, poco prima proiettato, tornavano a scorrermi davanti agli occhi come in un flash-back, irrompendo dentro di me in maniera disastrosa. Quante aspettative, poi disattese, si possono rinvenire in quelle pellicole, quanti desideri di cambiamento, sogni di una vita migliore, in cui tutto sarà possibile e permesso, quante di queste emozioni sono lì rinchiuse, insieme alla sensazione che tutto sia a portata di mano, che basti solo un passo in avanti per arrivare a cogliere quel fiore. Alcool, droghe, eccessi di ogni genere saranno il leit motiv della generazione che seguirà, ma in quei racconti eravamo ancora travolti da sensazioni pure, genuine, non ancora esagerate e deformate dagli agenti chimici. La paura, l’amore, la spregiudicatezza nascono spontaneamente di fronte alla morte, ad uno sguardo, ad una sfida, ed è affascinante cercare di entrare in questo mondo ormai tanto distante da sembrare inarrivabile, nonostante ci siano solo poche decine d’anni a separarlo dal quotidiano, e nonostante i nostri genitori siano stati in prima persona i protagonisti di quei giorni d’ottimismo. Per meglio comprendere ed avvicinarmi a quella realtà ho provato ad analizzare un particolare aspetto rappresentato nei lungometraggi del tempo: il loisir, il tempo impiegato per divertirsi, distrarsi, estraniarsi. Ovviamente, non in tutte le pellicole prese in esame è stato possibile estrapolare un momento di vera e propria festa, ma ogni personaggio riesce comunque a ritagliarsi un attimo di respiro, e quanto questo sia effimero o artefatto verrà messo in evidenza caso per caso. In questo studio ho cercato di essere obiettiva, il che non è stato facile, dato il coinvolgimento che ho provato nella visione dei film, ma credo comunque di aver raggiunto un buon livello di astrattezza. L’obiettivo prefissatomi era di far rivivere per un attimo quei giorni, a volte momenti, di spensieratezza e spero di essermi ragionevolmente avvicinata alla meta.

 

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