Cinema e Peer Production | Cinema 2.0

Sul numero 03 di Wired ( Maggio 2009) a pag.110 ho scoperto con grande felicità uno dei tantissimi progetti collaborativi cinematografici che la rete propone per i "nuovi utenti" del web, e soprattutto per gli appassionati di cinema. Parliamo di www.opensourcecinema.org, piattaforma conversazionale e co-creativa di produzioni audiovisive. Il sito, ancora in versione beta, è il meeting point di attori, registi, sceneggiatori e amatori cinematografici che uniscono le loro idee e creano collaborativamente un`opera dell`ingegno audiovisiva. Soltanto un anno fa tutto ciò era solo pura utopia, la peer production ( collaborazione on line) ha permesso in pochissimo tempo la nascita, la creazione e la proliferazione di prodotti che altrimenti non avrebbero mai visto la luce ( cfr. The Long Tail, C. Anderson,2004). L`essenza di questa filosofia è racchiusa nella "Remix Culture " (il cui padre fondatore è considerato Lawrence Lessig) che sostiene e diffonde una filosofia collaborativa in cui ogni utente è produttore attivo e non più mero fruitore passivo che taglia, rimescola e condivide secondo la sua creatività, oggi sul web comanda il prosumer ( termine coniato da Alvin Toffler ne "La terza ondata", neologismo creato dalla contrazione di consumer e producer ). Sul sito si trovano spezzoni dell`opera creata "RiP: A remix Manifesto" che chiunque può guardare, scaricare, tagliare e remixare, condividere.Progetti a cui aderire, sviluppare, sceneggiature aperte. Applicazioni web sociali come queste rendono l`utente partecipe di culture partecipative, favoriscono l`emergere della creatività e del confronto, utili come non mai nella società post-moderna ( sempre più "liquida" e frammentata) e dove i contenuti aperti danno un`opportunità a tutti per partecipare. Parlare di cinema open source significa dunque rompere le barriere, ormai obsolete, di produzione e mercato che da sempre ostalocano i progetti indipendenti e provenienti "dal basso".  Diventa automatico l`associazione al fenomeno di user generated content e user generated media ( gli utenti possono creare dei propri palinsesti e filmati) ma il tutto è finalizzato a qualcosa di più grande assimilabile al un manifesto della cultura partecipativa. Il tutto ovviamente sotto lincenze Creative Commons con sui si proteggono i contenuti nell`era del web 2.0 e che mirano, di caso in caso, a proteggere il diritto d`autore ma allo stesso tempo  ad estendere il diritto di copia. Ma questa è un`altra storia.

Un consiglio: Metteteci le mani sopra!

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