Diario Veneziano | 4^ Puntata

 

Dario Veneziano | 4^ Puntata
 
4 settembre 2009
 
Vi siete chiesti dove andiamo a dormire ogni sera? E dove ogni mattina ci svegliamo? Ebbene la nostra tana è un seminterrato sul Gran Viale Santa Elisabetta a due passi (o meglio a due pedalate) dal Palazzo del Cinema e dal Movie Village. Non pensate stiamo male, anzi rispetto alla media dei frequentatori giovani della Mostra siamo davvero stra-fortunati. Anche se abbiamo capito che il seminterrato quest’anno va molto di moda come alloggio per Venezia 66, ma non ci è chiaro se è la crisi o se è l’effetto loft-style ormai imprescindibile se vuoi essere al passo con i tempi.
Uno di noi (forse il più incosciente) si è svegliato all’alba per vedere un film brasiliano dal titolo musicalmente accattivante “Viajo porque preciso, voito porque te amo” (nella nostra lingua “Viaggio perché lo necessito, torno perché ti amo”). Sala Volpi (le classiche sale piccole in un Mostra gigante, che denotano un affetto di nicchia per questi tipi di orari e di film), ore 8.30 e pochissimi aficionados. Tra il documentaristico e il noioso, il film oltre il bel titolo non contiene note eccezionali. Sarà stato l’orario ma lo sbadiglio è arrivato molte volte.
 
Caffè obbligatorio (nonostante il nostro amico Francesco Puma sia insoddisfatto dalle colazioni veneziane di quest’anno – vedi Delirium a Venezia, 2^ puntata) e cornetto energetico.
 
Prima di infilarci in coda per vedere il prossimo film, si fa una puntata in Sala Stampa* che già brulica di volti poco nuovi (ora però l’orario è più decente…). Internet, una veloce lettura ai comunicati stampa, alle Ansa, ai principali siti dei quotidiani, email e facebook e puff eccoci di nuova in fila. Questa volta però siamo i primi. Felici come i ragazzini all’ingresso in Sala Darsena ancora completamente vuota, l’impatto è notevole. Quant’è bello passare da una sala all’altra vedendo i film e discutendone con il primo che ti siede accanto (che può essere in percentuale maggiore un giovane coreano che chatta dal suo cellulare o una francese che prende appunti sul catalogo della Mostra).
Il film in anteprima è “Bad Lieutenat: Port of Call New Orleans” con Nicolas Cage ed Eva Mendez per la regia di Werner Herzog. Si sa che i registi che hanno fatto cose buone e giuste in tempi passati, godono di gloria e lode anche se non ce n’è bisogno. Abbiamo riso una sola volta, ma tanto, quando Cage insulta due vecchiette pesantemente e infine dice loro “Perché non morite, invece di succhiare l’eredità da tubo dell’ossigeno? Siete voi la rovina di questo Paese”. Ovviamente Cage è per tutto il film strafatto di qualunque droga possibilmente immaginabile (nella finzione ovvio) e i suoi teatrini post-drugs sono davvero esilaranti. Nel finale c’è un momento in cui l’emozione ha preso il sopravvento, Nicola Cage regala qualcosa alla sua bella Eva Mendez; il momento emotivo è all’apice, se non fosse che il consiglio che vorremo dare agli sceneggiatori è: “non si poteva pensare ad un altro regalo? Il cucchiaio d’argento…? Uno che si fa di droghe che regala un cucchiaio?” Forse siamo troppo cinici. Anzi, sicuro!
 
Quest’oggi il pranzo è saltato perché, ci siamo subito messi in fila per la proiezione successiva. Sala Grande, anteprima con cast di “Dieci Inverni” di Valerio Mieli che arriva dritto dritto dal Centro Sperimentale (infatti in sala ad accompagnarlo c’è Francesco Alberoni). Nel cast fa una bellissima figura Isabella Ragonese e tanto di cappello a Vinicio Caposella (che il cappello ce l’ha davvero) che firma una straziante (quanto eccezionale) canzone della colonna sonora.
 
Leggi la recensione del film “Dieci Inverni” scritta da noi qui.
 
Pomeriggio incalzante e pienissimo per questa giornata che ci catapulta da una sala all’altra. Ci si divide però. Due si dirigono verso l’anteprima di “Pepperminta” di Pipilotti Rist, film tedesco che descrive a mò di sogno il rapporto molto particolare di una ragazza con la nonna-carrillon. Un modo originale e fantasioso di vedere la vita con uno scoppio di colori in stile psichedelico post-moderno (per intenderci sembrava di stare vedendo un videoclip di Bjork).
 
Uno va verso “L’amore e basta” di Stefano Consiglio, film-documentario sulla vita di 9 coppie omosessuali. La voce introduttiva di Luca Zingaretti che legge uno splendido passo di Aldo Nove scritto proprio per il film, è solo uno degli elementi che ci portano a pensare che ne valeva proprio la pena di vederlo. Il film fa parte della sezione “Giornate degli autori”, e infatti proprio per questo motivo si è aperto un interessante dibattito subito dopo la proiezione.
Abbiamo dei preziosissimi contributi video, che solo noi di Cinemonitor potevamo recuperare.
 
Guardate l’RVM, come va di moda dire…

 
Stanchi, seriamente questa volta, abbiamo cenato a casa, nel nostro seminterrato. Sembravamo tre chef da nouvelle cousine, quando scatolame e prodotti surgelati si incontrano in un tripudio di sapori misti a maionese e ketchup.
 
Avevamo deciso di non uscire, ma non avremmo mantenuto il patto con i lettori. Blue Moon, festa con Vinicio e tutto il cast di Dieci Inverni. Vento, musica, foto, risate tutto condito con spiaggia e mare. La stanchezza cede il passo all’anima glamour delle nostre venice-nights. Noi non manchiamo nessun evento. E lo facciamo per voi!
 
I Cinemonitorini
 
 
*chicca cronachistica del giorno: La Sala Stampa è composta da due spazi uno per il Wi.Fi e uno classico con i pc costantemente collegati. Chi è stato l’architetto dello Spazio Wi-Fi ad arredare con dei puff straordinari di velluto nero (sai che freddo) e bassissimi che per stare comodi devi pregare Lourdes (citazione filmica)? Ma, nota positiva, acqua gratis in frigo sempre pronta, deo gratias (o sarà il caso di dire deo gratis?)

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