Diario Veneziano | 5^ Puntata

 

Dario Veneziano | 5^ Puntata
 
5 settembre 2009
 
Siamo al giro di boa di queste dieci puntate di Diario Veneziano. E già siamo tristi. Ma non è il luogo né il sito dove raccontare storie melence. Tutt’altro. Ieri è stato un sabato dall’inizio sicuramente “diverso”. In sala ci aspettava l’ultimo lavoro di Luca Guadagnino “Io sono l’amore” con cast notevole: Tilda Swinton, Edoardo Gabbriellini, Alba Rohrwacher, Pippo Delbono. Il film lascia a bocca asciutta perché due ore sono davvero troppo per dire meno di poco. Ci sono degli elementi interessanti, dei picchi di bellezza ma sono slegati tra loro.
Facciamo un esempio. La scena di sesso tra Emma e Alberto (Tilda ed Edoardo, in realtà): stupefacente. Dettagliosa, spiona, viva, giocosa, sperimentale…un amore fisico in primissimo piano (e quant’era bella la musica di sottofondo?). Vi dico la verità, stavo in uno stato orgasmico in parallelo con gli attori. E’ stato emozionante. Eppure la penna graffiante della Aspesi sulla Repubblica descrive davvero bene cosa/come è il film.
 
Volevamo saltare anche questo pranzo per assistere alla proiezione di Turturro neo-siculo. Ma a quanto pare la sala era stracolma, la proiezione unica e gli accreditati troppi.
Ci piace questa cosa della Mostra: il fatto che il programma è così fitto ma così fitto che alla fine tutti non si sa per quale terribile motivo andiamo sempre alle stesse proiezione, e poi ci lamentiamo che c’è troppa gente! Signori, andate in Sala Pasinetti o in Sala Volpi…non c’è mai fila, e i film delle volte sono molto più belli di quelli con le sale strapiene.
 
Turturro non l’abbiamo dunque visto, ma ci siamo consolati con il pranzo. Dopo 5 giorni! Almeno!
Pranzare al Lido…è semplice? Non è una domanda stupida. Secondo voi quali sono le regole da seguire per poter mangiare alla Mostra e non spendere una fortuna?
Uno. Diffidate dai millantatori di frasi come “ho preso un panino al chioschetto lì davanti, buonissimo e ora sono strapieno” – Panino? Forse volevi dire pane plasticao che è la versione rubber-edition del sardo Carasau. Il prosciutto era invece sotto-vuoto, nel senso che dentro il panino c’era il vuoto. Euri? 8, compreso di lattina di birra però.
Due. Non me ne vogliate ma siamo italiani anche noi cinemonitorini e la Pasta la conosciamo. E nonostante te la vendano per tale, noi ne siamo certi: non è pasta. Parola anche di Delirio-Puma.
Tre. E poi ci sono le tavernette imboscate, dietro nelle viuzze del Lido. Quelle che non si vedono, tutte coperte d’edera. Quella dove l’odore del pesce è vero e la signorotta pacchiana e pacchiona alla casa grida in veneziano. Menu fisso, ma non fesso 15 euro. Allora capisci che diventa la tua tana.
 
Dopo il pranzo l’oramai consueta visita alla Sala Stampa. In contatto con voi e con il mondo vero.
Il palinsesto del pomeriggio è confuso. Che si fa? Film o incontri?
 
Ce ne andiamo all’Excelsior, lì c’è sempre qualcosa. E anche se non c’è, ce la si inventa. E invece abbiamo trovato due eventi degni di nota. La presentazione di Turturro (vedi che alla fine ritornano?) intitolato “Prove per una tragedia Siciliana” allo Spazio CineSicilia. E poi la conferenza “Il cinema tra tradizione e innovazione. La crisi di oggi e le opportunità del digitale”, un convegno organizzato dall’Ente dello Spettacolo e Microcinema in Sala Tropicana.
 
Potevamo concludere il pomeriggio senza un ultimissimo film? Certo che no. E abbiamo optato per vedere “Negli occhi” film-documentario di Francesco del Grosso e Daniele Anzellotti per la sezione Controcampo Italiano. Tutta la vita di Vittorio Mezzogiorno raccontata in modo originale, intenso, famigliare, agreste ma sincero dalla figlia Giovanna e da moltissimi tra parenti, amici e personaggi con cui ha lavorato. Il titolo del film è così intenso ed esce dalle parole di Luigi Perelli, regista della Piovra 6 – L`ultimo segreto, dove Vittorio Mezzogiorno è uno degli attori, che dice che Vittorio voleva conquistare tutto e tutti, dalla gallinella al regista famoso, dal bambino per strada all’anziana signora, lui aveva un magnetismo irresistibile. E lo aveva negli occhi.
Eravamo i soliti pochi ma buoni.
 
Sabato sera, irresistibile sera. Potevamo mancare alla più trasgressiva festa annunciata di Venezia66? No, e non siamo mancati. Queer Lion Award alla sua terza edizione, festeggia all’Imperial (famosa discoteca kitcsh del Lungomare Marconi) i suoi film in concorso alla Mostra.
Cosa c’era di trasgressivo? Il solo e semplice fatto che liberandosi dai pregiudizi, saltando le staccionate dell’ipocrisia, verso un orgoglio da Leoni (è il caso di dirlo) si ci diverte meglio. Ma oggi forse divertirsi semplicemente perché ci si vuole amare come si vuole, appare trasgressivo!
 
I Cinemonitorini, (trasgressivi?)
 
Ps: non so se avete notato che forse per caso o per volontà stiamo seguendo le sezioni più outside del Festival. Diciamocelo pure, quelle che godono di meno glamour, di meno pubblico, ma di più intensità. Settimana della Critica, Controcampo Italiano, Giornate degli Autori sono dunque i nostri lidi. Il resto lo leggerete su tutti i blog e i siti di cinema, ma solo noi vi raccontiamo il Festival dall’altro lato del monitor.
 
 

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