Diario Veneziano | 7^ Puntata

 

Dario Veneziano | 7^ Puntata
 
7 settembre 2009
 
Cari amici, qui al Lido di Venezia oggi è stata una giornata a dir poco splendida. Il sole di stamattina era caldo e pieno e ha avvolto le strade di una luce particolare. Abbiamo voluto dunque fare colazione all’aperto nello spazio del Palazzo del Cinema chiamato “Italian Food” , aspettando di metterci in moto con il programma della giornata.
Abbiamo volutamente lasciato da parte per la mattinata le proiezioni e i film, e ci siamo dedicati agli incontri che propongono i vari addetti ai lavori qui alla Mostra. È stato presentato infatti allo Spazio Cinecittà Luce il libro di Alessia Spagnoli “Hayao Miyazaki – le insospettibili contraddizioni di un cantastorie” con la prefazione di Marco Muller. Abbiamo assistito alla conferenze stampa di FutureFilmFestival e “Movi&co”. E siamo andati a fare una puntatina a Villa Foscari per la presentazione di “Festival of Festival”.
 
Abbiamo cercato di mangiare con più calma oggi, dopo sette giorni ce lo meritavamo. Voi che dite?
E poi in fila per la proiezione del film francese “Qu’un seul tienne et les autres suivront” (in inglese il titolo è “Silent Voices”) della regista Léa Fehner (giovane, trentenne al suo primo lungometraggio). Lo abbiamo visto perché, come spesso succede nei Festival, era stato proiettato in sordina (sezione “Giornate degli autori”) due giorni fa. Poi il passaparola positivo si è diffuso e forse per questo oggi la proiezione era gremita in Sala Perla 2. Tre storie che si intrecciano dentro il parlatoio di un carcere: una donna che incontra l’amante-assassino di suo figlio, una ragazzina che va a trovare il suo fidanzato, un teppistello che l’ha messa incinta, e infine un uomo che si sostituisce ad un criminale in cella essendo il suo sosia. Un film triste e forte, che mostra crudamente i sentimenti. 
 
Purtroppo siamo stati sfortunati nelle visioni di quest’oggi. In fila per un’ora intera, senza successo, per potere non-vedere “Il compleanno” di Marco Filiberti che è stato proiettato in Sala Pasinetti (una delle sale più piccole) nonostante stamattina l’Italian Daily “Ve-news” gli dedicava la copertina. Mi sembra un po’ in contro-tendenza pubblicizzare così tanto un film e poi programmarlo in una sala piccola: sarà forse perché fa parte della sezione Contro-Campo?
 
Vi spieghiamo perché non siamo riusciti ad entrare, così dividiamo e con-dividiamo la fatica con voi. Gli accrediti a Venezia sono di diverso tipo: uno fa questi è il più potente il “Daily” ovvero coloro che scrivono sui quotidiani che, dovendo pubblicare giornalmente, hanno la priorità assoluta nell’ingresso. I giornalisti “daily” erano troppi, la sala piccola, e i furbi (saltafila) come sempre tantissimi.
 
Altro giro altra corsa, ci siamo messi in fila per “The Informant!” di Steven Sodebergh con Matt Damon. Stessa cosa di prima ma con altra storia. In questo caso, essendoci il cast presente in sala la priorità è degli “invitati” e di coloro che hanno comprato il biglietto per la platea (che costa sui quaranta euro). E noi, poveri accreditati “periodicals”, rimaniamo fuori!
 
Però almeno in Sala Stampa lì l’accesso è sempre libero: abbiamo scritto la recensione di “Capitalism: a Love Story”, abbiamo scattato altre foto per la seconda e terza puntata di Scatti Veneziani e abbiamo intervistato il nostro delirante amico Francesco Puma.
 
Ma in compenso… rullo di tamburi, abbiamo conquistato un appuntamento importante: intervista esclusiva a Marco Muller, direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia (il più longevo della storia, questo è il suo sesto anno). Ce la concede prima della nostra partenza, mercoledì mattina. Sounds Good.
 
Cinemonitorini, in fila per tre.  

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