C’ERAVAMO TANTO AMATI

tesina di STEFANIA BELLINVIA

 

Il film è il risultato di un racconto a più voci, un lungo flashback che coincide con il film stesso, e che mette come sfondo i continui riferimenti alla storia del cinema. Vediamo per esempio ripetutamente Vittorio De Sica, che riuscì miracolosamente a vedere la copia campione del film, rimanendone entusiasta, e che sarebbe morto appena terminate le riprese, durante il mixaggio, e al quale il film è dedicato. Scola mantenne giusto qualche frammento storico, quali la partecipazione di Palumbo a “Lascia o raddoppia? ”, la scena falso-documentaria di Fellini che gira La dolce vita alla Fontana di Trevi e qualche spezzone di film come omaggio al cinema; vediamo così la sequenza finale di Ladri di biciclette, si cita L’anno scorso  Marienbad, vediamo una ricostruzione notturna della scena madre de La corazzata Potemkin sulla scalinata di Odessa, fatta dall’esaltato Nicola Palumbo, con una sgangherata carrozzina che sobbalza sui gradini di Piazza di Spagna, vediamo una scena de L’Eclisse, di Michelangelo Antonioni e, nella modesta sala cinematografica dove Luciana lavora, assistiamo anche ad una breve sequenza di Schiavo d’amore,interpretato da Kim Novak, con doppiaggio fantastico, ossia con le rispettive voci di Antonio e Luciana, che si conclude con un lungo bacio, che è quello che entrambi vorrebbero darsi, secondo lo stilema che ricorre puntuale in tutto il film. 

 

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