CineShow | Ciak Business – Cinema e nuovi media in azione

 

CineShow | Ciak Business – Cinema e nuovi media in azione
2^ sessione
 
La seconda sessione dei lavori di Ciak Business – Cinema e nuovi media in azione, organizzato da Somedia di Repubblica in collaborazione con Cineshow ha visto alternarsi altri importanti nomi del panorama promozionale e del mondo della comunicazione e marketing del cinema.
 
Giorgio Licastro, departement Manager del GFK Eurisko, ha presentato una ricerca su come è cambiato e come sta cambiando lo spettatore cinematografico. Siamo in un cambiamento epocale – afferma Licastro – perchè si è passati da un rapporto verticale tra medium e Individuo, dove era il mezzo di comunicazione a dettar legge, a una tipologia di rapporto orizzontale e bilaterale tra i due soggetti, dove lo spettatore-individuo non aspetta più il prodotto, ma si crea autonomamente il proprio prodotto. Questi cambiamenti sono anche accentuati e indirizzati dall`evoluzione delle nuove tecnologie, che incoraggiano sempre più l`individualismo del rapporto con i media. Da questo plurale e da un pluralismo di utilizzo dei media (sempre più contemporaneamente) la ricerca muove il suo obiettivo: mentre fino ad ora le ricerche sono sempre state "mono-mediali" (Auditel indaga la televisione, Audiradio la radio, Audiweb il web e così via) adesso c`è bisogno di una ricerca che inglobi i diversi media insieme perchè la società mediale va verso un`esposizione a più media, anche se per poco tempo. Quindi dobbiamo incorporare nelle ricerche anche la possibilità di rilevare contemporaneamente la "multi esposizione". Nasce da questa esigenza la profilazione dei soggetti in "stili multimediali" (ripresi e incrociati dagli "stili di vita" che Eurisko ha ricavato dalla sua Sinottica). L`intervento di Giorgio Licastro è stato alquanto complesso per i non addetti al settore, ma per chi è appassionato di statistica, dati, ricerca sui pubblici e tematiche di questo genere è indispensabile un approfondimento che speriamo presto di darvi qui su Cinemonitor.
 
Il secondo intervento dal titolo "Lo spettatore come co-creatore del testo cinematografico e televisivo. La rivoluzione digitale del web 2.0" è stato affrontato da Stefano Pace dell`Università Bocconi di Milano. Si è parlato di community cinematografiche e televisive, di come nascono queste piccole tribù di aficionados ad un prodotto culturale. Entrare in questi gruppi significa principalmente avere competenze e capacità di lettura specifiche (Stefano Pace ha fatto dei brillanti esempi sulle community web di Lost e di Dr. House, dove anche la specificità linguistica porta a separare chi è dentro la comunità da chi non lo è). Nel passato il rapporto tra contenuto e audience era unilaterale, oggi con l`Audience 2.0 (quindi attiva e creativa) il rapporto è bilaterale e il contenuto non può prescindere da un rapporto pre-sente con il pubblico. Fruire, replicare, creare sono le keywords alla base delle community. Fruire, quindi vedere una sequenza di un film su You Tube, replicare, ossia condividerlo ad esempio su MySpace, e infine creare una personale sequenza, dare una nuova linfa vitale ai personaggi scrivendo un proprio spin-off su Twitter.
 
L`intervento del capo marketing di Universal e Paramount, Massimo Proietti, è stato quello che ci ha fatto toccare con mano e con numeri, cosa sta succedendo nel mercato della promozione del cinema sul web. "La rivoluzione digitale e gli investimenti in pubblicità e promozione: come rispondono le major" il titolo alla quale una frase iniziale ha fatto da eco e da contrasto: "Cinema e internet si sono voluti bene prima del WWW". Proietti ha infatti presentato alcune sinergie tra cinema e internet che esistevano già prima dell`utilizzo del world wide web come ad esempio l`archivio IMDB che esisteva già prima degli anni `90 ed era possibile consultarlo tramite alcuni sistemi simili alle nostre attuali email. Dopo questo interessante excursus, ci si è addentrati nel vero focus del convegno. Quanto si spende il promozione, in pubblicità, per il cinema su Internet? In UK oggi si spende il 20% del budget pubblicitario, destinato ad un film, sul web. In Italia, ma anche in USA, le cifre sono notevolmente più basse e i fattori sono molteplici. L`uso della pubblicità in TV è ancora dominante e i costi da sostenere per farla sono alti. L`unica prospettiva è che la tendenza è positiva. Si calcola (fonte emaketer.com) che in USA nel 2013 il 14.2% del budget totale pubblicitario del cinema sarà destinato al web, che in dollari fa qualcosa come 2,6 milioni di $ a film).
 
Massimo Mellano e Gateano Vaudo, il primo produttore e il secondo regista, hanno invece presentato una loro idea che possiamo definirla di metamarketing. Fare marketing del marketing, prima del film stesso. Il film da loro progettato ancora non esiste eppure già ci sono le prime pubblicità. Possiamo parlare si "viral marketing" o di cambio di rotta, ma il caso di "Chiedimo a Mimmo", questo il nome del film, quantomeno è un esperimento che vale la pena di seguire. Potete trovare i primi spot qui www.chiediloamimmo.com
 
Alex Giordano di NinjaMarketing, uno dei blog più seguiti in quanto a pubblicità virale, ha presentato una carrellata dei prodotto marketing non convenzionali dedicati in questi anni in Italia al cinema e alle uscite dei film. Secondo la sua visione tra gli spettatori sta sempre di più diminuendo la fiducia verso la pubblicità e aumentando quella del passaparola. Per questo motivo utilizzare una pubblicità "nascosta" e far parlare di sé senza esporsi può essere una buona alternativa. Secondo delle ricerche effettuate dal team di Giordano, il 62% delle persone, prima di fare un acquisto, vanno su internet ad indagare cosa ne pensano gli altri. Bisogna quindi fare uscire la narrazione dalle sale per farla penetrare tra le esperienze dei pubblici. Sono i casi di film come Cloverfield, Watchmen o l`italiano Feisbum.
 
 A concludere i lavori il presidente di QMI Italia, Giovanni Cova, che ha presentato diverse possibilità che hanno le aziende di insistere sul prodotto filmico promuovendolo (e quindi promuovendo se stessi associandosi ad una storia, ad un personaggio, ad un attore). Cosa sta cambiando nel mondo dell`entertainment? Tutto fa comunicazione, tutto fa pubblicità? Non sempre è così vero. Come è emerso più volte dagli interventi, il cinema e il suo pubblico vuole principalmente una storia. Se questa è veicolata in modo originale, tanto meglio (sembrano confermare i dati di box office). Attenzione però che l`effetto boomerang è sempre in agguato.
 
Gabriele Sabatino | Ha seguito il Cineshow per Cinemonitor.it

 

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