Vacanze Romane | Quinta Stazione

Vacanze Romane | Di un siciliano attraverso il festival
Quinta Stazione
 
a cura di Gabriele Sabatino
 
Roma | Sala Stampa Auditorium | 20 ottobre ’09
Le vacanze romane sono al giro di boa. Oramai nel vivo della manifestazione festivaliera ho la testa piena di fotogrammi, di volti, di flash, di chiacchiere da conferenza stampa e di chiacchiere da bar. Ma oggi mi aspettava una bella ed interessante chiacchierata con Asia Argento che ha regalato al pubblico del Festival del Film di Roma un incontro e la presentazione di un film collettivo fatto da 42 cortometraggi dal titolo “OneDreamRush” (anche se già presentato a Cannes).
Il film è composto da corti di 42 secondi sul tema del sogno, ognuno diretto da un regista diverso (il ripetersi di questo numero 42 non è una visione satanica o scaramantica, solo una modalità produttiva innovativa del film che è finanziato da un brand di vodka che si chiama 42Below)
In rigoroso ordine alfabetico, gli autori si sono sbizzarriti in molti modi a raccontare il sogno. Molti bambini, presenza forte dell’acqua, della morte, della trasgressione.
Tra i nomi da segnalare ci sono David Lynch con il suo Dream #7, Abel Ferrara con Dream Piece che fa rivedere il video del crollo delle Torri Gemelli al contrario come se fosse possibile premere il tasto Rewind su quell’evento, la regista di videoclip Flora Sigismondi e anche James Franco.
I miei preferiti sono stati due. Quello di Chris Milk “Last day Dream”, con quarantadue frammenti di vita, dalla nascita in culla e i parenti che ti guardano, alla morte dentro la bara e i parenti che ti guardano, e il corto di Terence Koh dove un simpaticissimo coniglio (il titolo è “The Year of the Rabbit”) mangia le parti intime di un uomo.
Tra i corti di OneDreamRush anche quello di Asia Argento dal titolo S/HE  che potete vedere qui in basso.

Vestita in nero e pizzo, tacchi altissimi bordati color oro, Asia Argento l’ho vista davvero a suo agio, per niente timida (come invece a lei piace definirsi) e molto brava a mettere in difficoltà l’intervistatore/coordinatore Mario Sesti.  
Prima di tutto Asia tiene a precisare che le piace essere definita “selvaggia”, che richiama molto di più la natura, la giovinezza, l’essere scapestrata, ribelle, ma che non le piace quando la definiscono una dark lady.
Dice che ha imparato a conoscersi attraverso il cinema, che il cinema prima di ogni cosa è stata la sua scuola non solo a livello professionale ma anche personale. “Mi sono cercata attraverso i film – afferma – e non è stato un percorso affatto facile”. Ci ha riportato un bel ricordo di infanzia, quando prima di andare a Cannes a presentare uno dei suo primissimi film, è andata a via del Corso a comprare un vestito  elegante di nylon che adesso pensa orribile e buffo. Dell’infanzia dice anche che le è piaciuto subito il cinema horror perché era proibito vederlo, ne era ossessionata e che i suoi registi preferiti italiani sono quelli del club degli  – ini: Fellini, Pasolini, Rossellini. Ha parlato della sua carriera da regista, iniziata a 23 anni con Scarlet Diva che oggi dice di non poterlo vedere perché fa lo stesso effetto di quando rileggi i diari da adolescente.
Essere regista secondo Asia è la cosa più divertente. “Puoi essere tutto – dice – regista è musicista, fotografo, attore..è tutto. È il mestiere più completo, complesso ma allo stesso tempo così divertente. E poi il regista è una persona capace di convivere con le proprie ossessioni. E a me piace un po’ essere ossessiva compulsiva”.
Asia sta preparando un film da regista tratto da un romanzo che si chiama “Il fucile da caccia”, che racconterà da 3 punti di vista differenti la stessa storia di un triangolo amoroso.  Prima di andare via però ha il tempo anche di raccontarci una storia che avrebbe voluto portare sullo schermo ma che ancora non riesce a farlo perché troppo complicata: durante la prima guerra mondiale due uomini si ritrovano vittime di uno scoppio e perdono entrambi la faccia e la moglie di uno dei due dovrà capire chi dei due è suo marito.
Alle 19 mi aspetta il Red Carpet di “Christine Cristina”, che calpesto con una mia amica very very vip. Stefania Sandrelli la figlia Amanda e Alessio Boni, regista e protagonisti del film stanno ancora davanti ai flash dei fotografi mentre noi saliamo le scale della Sala Santa Cecilia.
Il film è poco accattivante, nonostante la storia di emancipazione femminile. La musica di Sting stona e le ambientazioni sono davvero povere. Insomma un esordio alla regia abbastanza sommesso e poco coinvolgente. Pensate che una ragazza scendendo le scale alla fine del film ha detto: “meno male almeno abbiamo recuperato due bustine di caffè” (sponsor della serata, ndr). Insomma il pubblico non era così entusiasta e gli applausi erano stati più fragorosi all’inizio del film che non alla fine. Nota positiva: le rime cantate da Haber/stornellatore e scritte da Christine/Amanda.
Serata mondana con Asia Argento al Levi’s Mov, dove l’esclusivo ingresso era riservato solo ai possessori di un introvabile pass “argent” (avranno voluto fare assonanza?). Si beveva vodka Below42 (ovviamente!) ma c’era poca gente. Abbiamo dunque preferito la più affollata Villa Medici per la chiusura dei party riservati alla Business Street  del Festival che ci regala sempre un fine serata degna di Roma, dei suoi panorami, dei suoi sapori enogastronomici, in un mix di musica e arte circense.

Sabatino |
c`est l`argent qui fait la fête

nota bene: immagino siete curiosi di sapere tutti e 42 i registi dei corti di OneDreamRush. E Sabatino non può che accontentarvi.

 

 Death – Kenneth Anger
S/HE – Asia Argento
For My Dear Dead Dog – Tadanobu Asano
We Live Only Twice – Sergei Bodrov
42 Second Dream – Charles Burnett
Night Of Pan – Brian Butler
Rotoaurorae – Jonathan Caouette
NakedEyes – Leos Carax
Ruby Travels – Niki Caro
AliShan – Yung Chang
Astarte – Michele Civetta
Chavo – Larry Clark
Bit Rare Friend – Joe Coleman
The Watcher – Zachary Croitoroo
Dream Piece – Abel Ferrara
DreamForward – Mike Figgis
Untitled – James Franco
Daydreamers:moe moe a – Chris Graham
Liebestraume – Florian Habicht
Rinko K. in 42 Sec. – Rinko Kikuchi
Year of the Rabbit – Terence Koh
Crutchnap – Harmony Korine
Playthings – Charlotte Kemp-Muhl & Sean Lennon
Dream #7 – David Lynch
Tiempo – Griffin Marcus
I Can’t Remember – Chan Marshall
Pop – Ryan Mcginley
Argia – Rajan Mehta
A Daydream – Jonas Mekas
Last day dream – Chris Milk
The 42-second minute – Grant Morrison
42 – Gaspar Noe
An Exercise in Futility – Dee Poon
Horizon – Matt Pyke
Babies are Happy – Carlos Reygadas
Aqua-Rêve – Lola Schnabel
Elapse – Floria Sigismondi
Catharsis – Mote Sinabel
Last Night – Taika Waititi
Jacobian – Arden Wohl
42 – Lou Ye
Untitled – Zhang Yuan

 

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