I registi francesi scendono in campo contro gli esercenti

Dopo Dire (Distributeurs Indépendants Réunis Européens), APC (Association des Producteurs de Cinéma) e SPI (Syndicat des Producteurs Indépendants), i cineasti francesi sono entrati a loro volta e con estrema energia nel dibattito aperto dalla Federation Nationale des Cinemas Francais – FNCF – sulla crisi delle sale.

In una lettera aperta al ministro della cultura, Frédéric Mitterrand, più di 200 registi denunciano come il "lobbying aggressivo" della FNCF nel tentativo di difendere le sale "rischia di destabilizzare l`equilibrio della filiera che il mondo intero ci invidia. Nel cercare di far credere ad una crisi generale dell`esercizio cinematografico francese e nascondendosi dietro un discorso allarmistico, la Fédération Nationale des Cinémas Français maschera una realtà economica più complessa (…). In questo periodo di crisi, la tentazione di ripiegare sui propri interessi è grande. Questa visione intricata e a corto raggio si rivela sempre catastrofica".
 
Tra i firmatari figurano Costa Gavras, Dany Boon, Philippe Lioret, Alain Corneau, Rachid Bouchareb, Radu Mihaileanu, Christian Carion, Claude Lelouch, Djamel Bensalah, Philippe Claudel, Michel Ocelot, Robert Guédiguian, Martin Provost, Jan Kounen, Danièle Thompson, Bruno Podalydès Michel Hazanavicius, Dominik Moll, Jacques Rivette e Bertrand Tavernier.
 
Ricordando che i risultati dell`affluenza nelle sale francesi nel 2009 sono migliori rispetto al 2008, i registi puntano il dito sulle differenze tra "i grandi esercenti, che rappresentano delle imprese spesso integrate e gestori di multiplex per i quali la crescita del pubblico non è mai rallentata" e "le piccole e medie sale, spesso situate in bacini sociali colpiti dalla crisi economica e che sono vittime della virulenta concorrenza dei multiplex".
 
I registi rifiutano dunque la proposta della FNCF di una riduzione della tassa di noleggio dei film che indebolirebbe la produzione e la distribuzione indipendente, e chiedono delle misure mirate per il piccolo e medio esercizio, invitando la FNCF a pensare ad una ridistribuzione del grande esercizio verso le sale più "fragili". I registi vorrebbero anche "conoscere il totale delle entrate generate dalla proiezione dei trailer e dell`affissione, mezzi essenziali per la promozione dei film e delle sale. Queste entrate, come quelle ricavate della proiezione dei filmati pubblicitari e della vendita di dolciumi nelle sale (…) non contribuiscono al finanziamento della creazione artistica".
 
Fabien Lemerc  
 
Fonte: Cineuropa 

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