Torino Film Festival




Torino Film Festival.
Emir Kusturica, con la nuova versione di Underground, e Francis Ford Coppola con l’anteprima di “Tetro” e la riproposta di “Rumble fish” e di “The red shoes” di Powell e Pressburger, sono stati i protagonisti della  27° edizione del Torino Film Festival (TFF). A loro è stato dedicato il nuovo premio ideato dal direttore del festival Gianni Amelio (che è andato a sostituire Nanni Moretti), volto a rendere omaggio ai talenti creativi che hanno rinnovato il cinema internazionale degli ultimi cinquant’anni.
Il binomio formato da Coppola e Kusturica tende a mostrare i due lati di una stessa medaglia quasi a volerne esaltare i tratti distintivi e contrastanti tra gli stessi, ma in realtà essi rappresentano due dei tanti volti cinematografici nei quali si sbriciola e ricompone il cinema di oggi, cinema fatto di scintillanti e ibride creazioni, estreme e passionali storie, o semplicemente descrizioni e narrazioni dei “sogni animati della mente di chi è sveglio”.
Coppola e Kusturica hanno rappresentato bene l’attitudine adottata dal festival  stesso, per selezionare  le centinaia di film che sono stati presentati tra il 13 e il 21 novembre al Festival di Torino.
Al “TFF” Il cinema della realtà insegue la finzione più spudorata , i drammi e i casi quotidiani s’attorcigliano  con il melò e il neonoir, la severa purità visivo/cromatica dei racconti crudeli delle cinematografie orientali si mescola con i silenzi del nord Europa, le angosce e i sorrisi americani con i tenebrosi animi australiani e con le amarezze della parallela realtà italiana.
Senza differenziazioni o preclusioni rispetto ai generi e alla forme, il TFF 2009 ha offerto un panorama ricco e variopinto di emozioni pronte per essere esaminate dai pubblici e dalle nove sezioni stabilite per quest’anno:






Sezione TORINO 27: sedici sono stati i film in concorso tra cui:
–    LA NANA di Sebastian Silva
–    YOU WON’T MISS ME di Ry Russo-Young
–    GET LOW di Aaron Schneider
–    VAN DIEMEN’S LAND di Jonathan auf der Heide
–    TORSO di Yutaka Yamazaki
–    LA BOCCA DEL LUPO di Pietro Marcello
–    LE ROI DELL’EVASION di Alain Guiraudie
–    NORD di Runa Denstad Langlo
–    CHI L’HA VISTO di Claudia Rosarius
–    ZHA LAI NUO ER JALAINUR di Zahao Ye
–    ADàS TRANSMISSION di Roland Vranik
–    CRACKIE di Sherry White
–    BASECO BAKAL BOYS di Ralston Jover
–    SANTINA di Gioberto Pignatelli
–    MEDALIA DE ONORE di Calin Netzer
–    GUY AND MADELINE ON A PARK BENCH di Damien Chazelie
   
Si terrà sabato 21 novembre alle ore 20, la premiazione per il miglior film del 27° film festival di Torino.

Sezione “FESTA MOBILE”:
Festa Mobile è un percorso nel quale il festival ha proposto le anteprime più attese e i film più visti all’estero, gli esemplari più singolari e rigorosi degli sguardi sulla realtà. Il TFF non ha creato la rigida distinzione tra documentario e finzione vista come una distinzione assolutamente ingiusta che non combacia più con il puzzle del cinema contemporaneo. E’ di questa sezione che ha fatto parte la torrenziale versione (inedita in Italia) del film di Kusturica “Underground” (film della durata di 6 h per 56) e quella di Coppola , “Tetro” assolutamente assonante con il “vecchio” Ruble fish” sempre di Coppola del 1983.
Sempre di questa sezione fa parte “Made in Hungaria”, un film di Gergely Fonyò, regista ungherese che ha proposto la musica come arma senza proiettili, il rock come ribellione della Budapest degli anni 60 contro la dittatura comunista.
Assolutamente meritevole di attenzione e di applausi il capolavoro di Marco Turco, “La Straniera” interpretato dalla giovane attrice marocchina Kaltoum Boufangacha e il coprotagonista Ahmed Hafiene ambientato nella Torino contemporanea. Una storia d’amore struggente di due immigrati costretti ad incontrarsi tra le regole e i pregiudizi del paese ospitante. Film per nulla scontato e così impregnato di autenticità che si avvicina ad una verità da documentario. La Straniera non doveva essere inserito , a mio parere, solo nella categoria “Festa mobile”, ma avrebbe dovuto partecipare al premio più atteso del TFF, così come avrebbe dovuto partecipare il film di Philippe Loiret “Welcome”, pellicola dedicata a uomini in fuga dai proprio paesi d’origine.






Sezione “ONDE”:
Il cinema proposto in questa sezione si è andato a posizionare in una sorta di immaginario fatto di presente e memoria attualizzata: poetica, storia, politica, ideologie, fedi…non c’è una traccia unica nei film di Onde, ma piuttosto l’orgoglio di una certa varietà per guardare il cinema in tutte le sue forme.






Sezione “RAPPORTO CONFIDENZIALE” (dedicata a Nicholas Winding Refn):
Sezione che non esita davanti alla violenza, non dimentica mai la psicologia dei propri personaggi, scava in profondità e nervosamente descrive un mondo di reietti. Della sezione dedicata a Refn, regista danese espulso da più di una scuola per la sua differenza di stile, è stato presentato al TFF con la sua trilogia “Pusher”, “Bleeder” “Fear x” (misterioso caso alla Lynch), ”Bronson “ che racconta una storia vera del più cattivo detenuto della storia, “Valhalla Rising”.






Sezione “ITALIANA DOC” e  Sezione “ITALIANA CORTI”.






Sezione “FIGLI E AMANTI”:  la nascita di una vocazione, un riempimento d’animo, il debito che il cinema contemporaneo paga al cinema del passato, a questo è dedicata la sezione “Figli e amanti”, alla scoperta del film “di riferimento”, degli amori cinematografici di sei registi italiani, tra cui Sorrentino, Bellocchio, Zanasi, Martone, Garrone e Ferraio che dalla visione di un film del passato hanno tratto la loro vocazione e la loro voglia di diventare cineasti. Tra i film scelti c’erano:  “Giuseppe Verdi”, “Roma”, “La Nuite amèricane”, “Le procès”, “Io la conoscevo bene” e “Recordacoes da casa amarela”.






Sezione “NAGISA OSHIMA”: obiettivo di questa categoria è la “retrospettiva”  sulle orme di Nagisa Oshima e della sua rottura col silenzio.  I lungometraggi proposti in questa sede (lungometr. girati tra il ‘59 e il ‘72), hanno offerto un ventaglio di  personaggi e di situazioni molto diverse fra loro , con un costante riferimento  alla situazione del Giappone contemporaneo e dell’individuo in lotta per la sua espressione in società.






Sezione “NICOLAS RAY”: rassegna dedicata al più celebre autore della reinvenzione Hollywoodiana  degli anni cinquanta, Raymond Nicolas Kienzle (che cambiò il proprio cognome in Ray durante la seconda guerra mondiale) che dalle parole di Wim Wenders è stato definito “l’uomo più giovane che sia mai esistito”.






Sezione “CINEMA E CINEMI”:  ha inteso riproporre la “nouvelle vouge” francese degli anni cinquanta e sessanta come un qualcosa da perpetuare, un qualcosa da non dimenticare a dispetto di tutti coloro che reputano tale movimento come un qualcosa di sepolto. Tra gli autori visionati: Rohmer, Truffaut, Rivette e Godard.


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