Amelia

Mira Nair è una grande regista. Le grandi registe, a nostro avviso, si contano sulla punta delle dita: Kathryn Bigelow, Jane Campion, Julie Taymor, Catherine Hardwicke… E` facile dunque che il loro talento venga risucchiato dalla macchina di Hollywood, qui si potrebbe quasi dire Bollywood, inteso come mix all`indiana tra storie d`amore strappalacrime e industria del denaro. Perché Mira Nair è indiana – chi non ricorda il suo coloratissimo e trascinante "Monsoon Wedding"?
Sulla carta dunque "Amelia" era destinato ad essere un gran film. Magari uno di quegli indimenticabili film da Oscar (nel senso migliore del termine). Bella regia, pluripremiata protagonista, Hilary Swank, nota per i ruoli di donna indomita: "Boys don`t cry" e "Million dollar baby". Il maturo sex symbol e notevole interprete, Richard Gere – chi non l`avesse fatto si guardi "I giorni del cielo" uno dei capolavori di Terrence Malick. Ewan McGregor, uno dei golden boys made in UK (vedi  Jude Law e Daniel Craig) prestati all`America.
Due dei migliori sceneggiatori: il premio Oscar per "Rain Man" Ronald Bass e Anna Hamilton Phelan autrice di "Gorilla nella nebbia" e "Ragazze interrotte".
Una storia stupenda, quella di Amelia Earhart. Intrisa di coraggio e mistero. Pioniera del volo. Prima trasvolatrice dell`Atlantico in solitaria, riceve la medaglia d’oro della National Geographic Society. Invitata a cena alla Casa Bianca da Franklin ed Eleanor Roosevelt, porta la first lady a compiere il suo primo volo notturno, segnando l`inizio di una duratura amicizia. Prima donna a volare da sola dalle Hawaii alla California, lancia una linea di moda con il suo marchio, il suo nome e la sua immagine diventano un business. Paladina dei diritti femminili. E` la prima persona a volare in solitario da Los Angeles a Città del Messico. Il 1 giugno del 1937 decolla da Miami, Florida, per compiere la sua impresa più importante: il giro del mondo. Il 2 luglio gli Stati Uniti perdono i contatti con il velivolo. La Earhart scompare…
Un capolavoro dicevamo. Mancato. Dialoghi stile Beautiful, una pellicola che risulta noiosa e ripetitiva. Una recitazione monocorde. Non bastano gli incantevoli paesaggi del Sud Africa, della Nuova Scozia e di Terranova a sollevare le sorti di un film che purtroppo non decolla mai.

Francesca Bani

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