Avatar | Capotondi risponde a Faenza

Il 7 gennaio scorso, a pagina 39 de La Repubblica è apparso un intervento di Roberto Faenza dal titolo "Questo Avatar uccide il cinema umano", che è possibile leggere cliccando qui. Le reazioni dal mondo del cinema e dal pubblico sono state molte e tutte sicuramente di importante considerazione.

Anche Cristiana Capotondi ha voluto dire la sua a Cinemonitor.it e abbiamo il piacere di dedicare a lei questo spazio.

 

Avatar | Capotondi risponde a Faenza

di Cristiana Capotondi

Caro Roberto, in merito al tuo articolo apparso su la Repubblica, mi permetto di inviarti delle mie brevi considerazioni. Faccio riferimento al film di James Cameron Avatar- che ho gia visto in lingua originale, in Francia- non avendo visto A Christmas Carol. Nel caso di Avatar, appunto, la supremazia della tecnica si accompagna ad un racconto epico ben scritto e coinvolgente. Epicita` che lo spettatore cerca- come risulta evidente dai box office dei vari Paesi: film epici in costume (vedi Sherlock Homes, che pure ho trovato avvincente e privo di stereotipi, nei quali invece spesso incappiamo noi), film di animazione, film di fantascienza, dove il ruolo dell`uomo non e` limitato a storie piccole. L`epicita` e`, credo, la cosa che manca al cinema “normale“, quello con attori in carne ed ossa, con costi contenuti, ambientazioni realistiche, il nostro cinema Europeo, insomma. E se il cinema ha un senso a questo mondo, il suo senso e`, secondo me, quello che poi e` anche dell`Arte- quella vera- in genere, ovvero permettere all`uomo di cercarsi la dove ancora non e`, in una dimensione più alta rispetto a quella che vive. I nostri film, purtroppo molto spesso sono lontani da questo obiettivo- per chi scrive- e da questo risultato- per chi vede! Vengono confezionate storie mediocri che ci ricordano come siamo mediocri noi nella vita. Il riuscire a vedere- anche socialmente- solo il lato negativo, pessimista e distruttivo delle cose infine ci consente di sopportare meglio la nostra insoddisfazione. Percio, io credo che la rivoluzione debba essere culturale prima ancora che cinematografica.

Cristiana Capotondi

 

LEGGI LA RECENSIONE DI GABRIELE SABATINO 

Lascia un commento