AVATAR | IO TI VEDO

 

 AVATAR | IO TI VEDO
 
2154. Ora lo sappiamo, il mondo sarà ancora lo stesso squallido posto di sempre. I potenti, gli oppressori, gli avidi, gli opportunisti cercheranno di invadere ancora i territori di quelle popolazioni che sopravvivono grazie al legame della comunità e alle risorse di madre terra. Per converso quest`ultimi si opporrano rivendicando i propri valori e il loro legame con la terra che ha dato loro la vita e la pace. L’esperienza immersiva di Avatar (chiamarlo semplicemente film è offensivo) che sta conquistando i botteghini di tutto il mondo, si appresta a rapirci con le sue creature mitologiche, la sua moltitudine di esseri viventi pixelati di milioni di colori fluorescenti e ipnotizzanti, le montagne sospese nel vuoto, i suoi paesaggi da fiaba, la sua energia vitale. Freschissimo vincitore ai Golden Globes la sua marcia trionfale sembra inarrestabile intenta ad abbatter ogni record.
Il nucleo di Avatar però, aldilà di quanto s’è detto è scritto, è umano. Che questo abbia le forme, i colori, il cuore e l’aspetto della popolazione Na’vi ha poca importanza. Si tratta della popolazione che abita sul pianeta Pandora e preso di mira dal governo Americano grazie alla sua alta e preziosa concentrazione di optarium alle radici dell’albero delle anime. Una scienziata Sigurney “Alien” Weawer (mai ritorno fu più gradito) cercherà di opporsi all`insaziabile avidità degli stati uniti facendogli notare che l’energia “è tutto ciò che è intorno e non nel sottosuolo” di Eywa. Ad aiutarla il soldato marines, paraplegico a causa di un incidente , che sperimenterà i primi AVATAR sul pianeta Pandora: ibridi creati dall`incrocio tra DNA umano e quello Na`vi e controllabili attraverso una cabina intessita di connessioni neuronali.  Sono sicuro che il mio ex prof. di Antropologia – Massimo Canevacci – sarà impazzito di gioia nel vedere questi esseri "sincretici" che si trapassano le loro anime e si contaminano,danno vita al nuovo e si feriscono col "vecchio". Facile inoltre il rimando immediato al wire di Lenny Nero in Strange Days che permetteva di vivere in prima persona vite altrui. Il canovaccio classico è servito, buoni vs cattivi, storia d’amore, eroe e anti-eroe, battaglia finale, epilogo.
 
Cosa c’è di nuovo.
Avatar è quanto di più cinematografico si sia mai osato pensare/scrivere/dirigere e lo è per come ti tiene incollato allo schermo e “intorno ad esso”. Il 3D era sì stato annunciato come la rivoluzione principale dell’opera non tanto però ,come molti scrivono e pensano, come se fosse la sua prima vera introduzione sul grande schermo, quanto per il valore aggiunto che fornisce nell’inventare linguaggi narrativi inediti e maggiormente coinvolgenti. Sono tantissimi ad esempio gli oggetti che impattano sul campo visivo all’improvviso per dare una maggiore percezione tridimensionale all’occhio umano. In sala qualche bambino (e non solo), cercava di “afferrare” gli elementi visivi che animavano le zone periferiche dello schermo.
Di fatto i livelli sullo schermo si percepiscono su diversi piani e la differenza in termini di qualità la si nota soprattutto su Pandora e molto meno sugli umani. Le riprese infatti sono state realizzate grazie alla modernissima macchina Fusion3D che ha reso possibile girare più scene contemporaneamente grazie alla doppia lente presente sul supporto. Live-action puro! Indubbiamente la potenza di fuoco degli strumenti tecnologici hollywoodiani e relativo budget “illimitato” – si parla di 400 milioni di dollari – hanno inciso profondamente nella buona riuscita dell`opera ma non sempre il rapporto è così direttamente proporzionale. Insomma a cosa vorremmo appellarci questa volta per rilanciare goffamente il nostro cinema stantìo? Non ripetiamo sempre la stessa zolfa perchè ormai la conoscono bene anche i bambini: in Italia non si sperimenta e probabilmente non è nella nostra indole tentare imprese del genere. Per la cronaca Baària di Tornatore non ce l`ha fatta, gli stato è preferito lo splendido Nastro Bianco di Michael Haneke nella corsa agli Oscar come Miglior film straniero. Niente da ridire, l`avevamo già visto a Venezia e le impressioni erano proprio queste.
Sicuramente quando lo standard di ripresa digitale sarà 4k non ci soffermeremo più sui se e sui ma. Di certo è che Avatar ri-definisce struttura narrativa e contenuti. Lancia un monito al mondo, a vivere e prosperare secondo l’energia vitale ( che un giorno dovremo restituire) che la terra ci dà e non a sperperare. Ogni cosa, essere o entità è su Pandora, è viva e ci si può comunicare per mezzo di estensioni nascoste fra i capelli della popolazione Na`vi. E` proprio grazie a queste “connessioni” che il marines-avatar Sam Worthington riuscirà a guardare con i propri occhi scegliendo di non esser più una mammoletta in balia di ordini.
Con spirito libero e mente aperta si trasforma in un antropologo, studia la popolazione nativa, ne apprende usi e costumi, diventa uno di loro; è proprio grazie a lui che Cameron ci tramanda un sogno, un mondo, un messaggio, un’osmosi necessaria tra terra, radici e civiltà senza la quale il prezzo da pagare sarà altrimenti l’estinzione dell’intera razza umana, o almeno così come noi la conosciamo. La popolazione Na`vi trasforma la preghiera in un rito – come ogni altra cosa del resto – e ogni corpo è tenuto legato all`altro tramite le braccia generando un`onda ritmica che ondeggia al ritmo del canto con cui s`invoca di esser ascoltati. Pandora è un link che rimanda ad altri mondi e ad esser Altri, pensare di esplorare il mondo restando rinchiusi nel nostro corpo significa rinunciare.
 
AVATAR è l`infinito.
 

 

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