Aspettando Muccino

Gabriele Muccino spiega che col sequel di “L’ultimo bacio” non ha voluto fare un opera di sociologia, ma solo un film, dettato da esigenze personali. E sicuramente dalla volontà di bissare il precedente successo. Sono tra quanti hanno applaudito ”L’ultimo bacio”, con tanto di cast e musica: ne ho apprezzato la sceneggiatura e i dialoghi, la location… tutto insomma. L’ho trovato pesato in ogni dettaglio, praticamente perfetto. Muccino raccontava i suoi coetanei e lo ha saputo fare, con talento e sentimento. E se non ha fatto un capolavoro, gli è andato sicuramente molto vicino: un ottimo film, degno di lode e di incassi, che a dirla tutta non guastano mai. Ma perché allora questo aitante giovanotto, nonché buon regista, sente sempre il bisogno di sottilizzare e spiegare chi è, cosa fa e come lo fa? Non sono le opere che parlano per gli artisti, non è così anche nel cinema? Ma allora il primo a non ritenersi un “artista” è proprio Muccino stesso, che cerca sempre di chiarire quanto è bravo e quanto sia apprezzato negli Usa, dove quelli come lui non li chiamano “furbi” ma “talenti”; e che se lui è furbo allora James Cameron lo è molto più di lui! Sempre a ribadire che mentre in Italia guardiamo al cinema con occhi da provinciali, invece in America… In America cosa fanno? Sanno fare in modo eccellente film di mass market appunto. D’altra parte non è Hollywood il più grande centro dell`industria cinematografica occidentale? Industria, mica opificio artigianale, bottega di mestiere… Perciò è ovvio che producano film, di valore e di cassetta, e meglio ancora se entrambe le cose contemporaneamente. Chi ama il cinema apprezza le storie ben raccontate, spesso prescindendo dal valore prettamente artistico, che poi è molto suscettibile del giudizio culturale dello spettatore e come tale negoziabile… Insomma aspettiamo di vedere questo nuovo film di Gabriele Muccino, senza pregiudizi, se non quello insito in ogni sequel di aspettarci un buon film che invece potrebbe, proprio per i paragoni col precedente, deluderci. E senza scandalizzarci se strizza l’occhio al botteghino, ‘che di questi tempi ben vengano gli incassi!

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