Non solo Almòdovar | Nuovi orizzonti del cinema spagnolo

 

Il 2009 in Spagna si è chiuso con cifre record: 183 film prodotti contro i 173 del 2008.
Oltre 675 milioni di euro di incasso e 110 milioni di spettatori: la seconda cifra più alta mai raggiunta nella storia del cinema iberico.
In attesa dei dati ufficiali del Ministero della Cultura questi i numeri anticipati da Nielsen EDI e dalla FECE, la Federazione dei Cinema di Spagna.
Il successo del 3D, dovuto forse proprio alla crisi che ha impedito altre forme di divertimento più care, e all’impossibilità di piratarlo per la versione domestica, ma soprattutto la grande prova offerta dal cinema made in España sono le ragioni di queste cifre.
Di fatto le produzioni spagnole hanno visto i loro incassi aumentare del 35% rispetto al 2008, oltre i cento milioni di euro. E la quota di mercato dovrebbe attestarsi intorno al 15%.  
I tre grandi trionfatori sono stati “Up” (pellicola di maggior successo al botteghino con 24,3 milioni di euro di incasso e 3,6 milioni di spettatori), “Ágora” (mega produzione spagnola – mai distribuita in Italia – con 20,9 milioni di euro e 3,3 milioni di spettatori) e Avatar (ad oggi ancora nelle sale).
Il Ministero della Cultura spagnola, dal canto suo, sta mettendo in campo una serie di misure per l’anno in corso. Il cinema iberico gode di un periodo di creatività straordinaria ma dal punto di vista industriale sta incontrando grosse difficoltà di accesso al credito, ha dichiarato recentemente a Roma Ignasi Guardans. Il direttore dell`ICAA (Instituto de la Cinematografía y las Artes Audiovisuales del Ministero) partecipava ad un incontro promosso dall`Istituto Cervantes, con i rappresentanti del governo italiano per valutare nuovi rapporti di partnership tra i due paesi.
Dopo i successi di Almòdovar i film candidati agli Oscar 2010 e prodotti per l’80% dalla Spagna sono ben due: “El secreto de sus ojos” dell’argentino Juan José Campanella e “La teta asustada” della peruviana Claudia Llosa. La rosa dei nominati è arricchita anche da un corto d’animazione: “La dama y la muerte”.
E poi horror, commedie… Un gran fiorire di generi, stili e giovani registi: i noir di Alejandro Amenábar e di Jaume Balagueró e Juan Antonio Bayona; lo sguardo femminile di Isabel Coixet, lo humor nero di Alex de la Iglesia.
Tuttavia i sussidi del ministero quest`anno andranno nella direzione di stimolare l’unificazione di imprese e di progetti. Non più tante piccolissime produzioni, come capitava fino ad ora ma meno film e più grandi, meno produttori e più forti. Perché le produzioni siano più commerciali.
Che accadrà allora al cinema d’autore?
Il cinema d`autore può continuare a essere molto piccolo e continuerà a ricevere il sostegno dello stato, assicura Ignasi Guardans, ma non per i piccoli a vocazione commerciale, questo il governo spagnolo non lo vuole.
L’ordine ministeriale pubblicato a ottobre scorso sulla Gazzetta ufficiale dall`ICAA, che regolava gli aiuti contenuti nella Legge del Cinema del 2007, ha scatenato polemiche nel Paese e alcuni autori sono preoccupati. E’ stato così creato il collettivo ‘Cineastas contra la Orden’ (Cineasti contro l`ordine), che conta 200 firmatari tra i quali Fernando Trueba e David Trueba, Ventura Pons e Isaki Lacuesta, Javier Rebollo e Luis Miñarro, secondo cui "i principi di diversità e di eccezione culturale" sono messi in pericolo dalle nuove direttive ministeriali.
Il testo del collettivo è stato presentato di fronte alla Commissione europea, che ha bloccato l`ordine ministeriale per due mesi per esaminarne il contenuto e con esso i finanziamenti, mettendo a dura prova le nuove produzioni.
La decisione di Bruxelles di sbloccare il sistema di aiuti al cinema spagnolo non ha fermato il collettivo. Il gruppo è determinato ad opporsi alla norma e ha deciso di mantenere aperta la via giudiziaria.
Una nuvola che turba il cielo limpido della Spagna e i successi al botteghino di pellicole grandiose come “Ágora” o  come il drammatico “Celda 211”.

Francesca Bani

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