Così lontano, così vicino – Appunti sul pubblico cinematografico


Di seguito ai quattro abstract, trovate il testo completo del lavoro di Gianuario

UNO SGUARDO STORICO – Dagli anni `40 agli anni `80

E’ nota l’influenza, la spinta innovatrice, il successo che imposero il cinema italiano nel mondo a partire dal secondo dopoguerra, in genere però ci si sofferma meno sul radicamento che il cinema ebbe nella cultura italiana in quegli anni. Oggi si stenta a crederlo eppure, a partire dagli anni ’50 fino al 1980, le platee italiane furono le più affollate d’Europa. In questa prima sezione del lavoro viene passata in rassegna la  “prepotente abitudine”, secondo una efficace definizione di Ennio Flaiano, che caratterizzò il rapporto degli italiani verso la sala cinematografica. Accanto alle trasformazioni nei meccanismi di distribuzione, che hanno esercitato un forte impatto sulle abitudini degli spettatori durante gli anni, e ad alcuni interessanti dati di incasso, viene analizzata la difficile convivenza il cinema e la televisione a partire dal 1955.

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Gli anni ’80 segnano un crollo senza precedenti per le presenze nei cinema italiani. Ciò, in buona parte, è imputabile alla nascita delle televisioni commerciali e alla rapida evoluzione della tecnologia home video, dei tv color, dei sistemi audio hi-fi. Mentre esplode l’offerta televisiva soprattutto legata al cinema, vedere un film nel salotto di casa diventa un’esperienza sempre più appagante, la chiusura di molti cinema o la loro conversione in sale a luci rosse è una conseguenza quasi inevitabile. La crisi di pubblico dilaga in tutti i paesi europei e contribuisce a caratterizzare un’epoca di forte ripiegamento negli spazi domestici, ma sorprende notare la durezza con cui colpisce il nostro paese. All’inizio degli anni ottanta il pubblico italiano è ancora, e di gran lunga, il più numeroso d’Europa, mentre alla fine del decennio la perdita sbalorditiva di oltre 150 milioni di spettatori, porta l’Italia a diventare l’ultimo paese europeo per numero di spettatori. In questa sezione del lavoro vengono riportati i numeri di questa crisi e soprattutto si tenta di recuperare alcuni argomenti che animarono il dibattito sulla crisi del cinema in quegli anni.

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L`INDAGINE –  Il cinema Nuovo Sacher e l`Adriano

In questa sezione del lavoro vengono presentati i risultati dell’indagine svolta sul pubblico di due importanti cinema romani, il Nuovo Sacher e il cityplex Adriano. Potremmo dire che le due sale anticiparono le nuove esigenze da parte del pubblico che si manifestarono apertamente nel corso degli anni novanta. Il Nuovo Sacher, sulla spinta di Nanni Moretti e Angelo Barbagallo, fu tra i primi a impostare una programmazione rigorosamente incentrata sul cinema d’autore e a puntare sulla costruzione di un rapporto di fiducia con il proprio pubblico, anche attraverso iniziative inconsuete per una singola sala cinematografica; il Sacher Festival dedicato ai cortometraggi e, negli ultimi anni, la rassegna Bimbi Belli e poi letture, concerti, anteprime che hanno reso la sala di largo Ascianghi un punto di riferimento per gli amanti del cinema a Roma. Il cinema Adriano è stato invece tra i primi cityplex italiani. Una struttura importante, anche per la storia architettonica della capitale, composta attualmente da dieci schermi in cui, alla proiezione cinematografica vera e propria, si affiancano altre forme di intrattenimento, tecnologie evolute e una programmazione per lo più, ma non esclusivamente, orientata verso film commerciali.
L’indagine, condotta sulla base di 72 interviste, spazia su diversi temi soffermandosi il particolar modo sul valore sociale dell’andare al cinema, tentando di mettere in luce diversità e analogie tra gli spettatori delle due sale.

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LE INTERVISTE – Roberto Faenza, Dario Salvatori, Ermanno Nastri

Roberto Faenza, Dario Salvatori e Ermanno Nastri hanno cortesemente messo a disposizione le proprie competenze, per rispondere ad alcune domande sul pubblico cinematografico.
Qual è il futuro delle sale delle sale cittadine, specializzate nella programmazione di film d’autore?  Da chi è composto il pubblico cinematografico negli ultimi anni? Che impatto hanno le nuove tecnologie sulla sala cinematografica?
Ne emerge un quadro di insieme di indiscutibile interesse e uno stimolo a considerare l’andamento del pubblico cinematografico come una cartina tornasole sulla qualità e lo spessore del consumo culturale nel nostro paese.

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Tesi di laurea discussa il 18 dicembre 2009 presso la facoltà di Sociologia, relatrice prof.ssa Lucia Ciampi

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