Roviglioni, Nuovo Presidente della Sezione Distributori Anica

L’assemblea della Sezione Distributori dell’Anica ha eletto il 9 febbraio scorso il suo nuovo Presidente: è Filippo Roviglioni che sostituisce, per scadenza di mandato, Michele Napoli. Già Amministratore Delegato della 01 Distribution, Roviglioni ha dichiarato che “insieme agli esercenti, i distributori hanno un ruolo essenziale nello sfruttamento economico del film, che devono affermare con convinzione e con spirito imprenditoriale innovativo anche e soprattutto in questa fase.
Il successo del 3D, in particolare, ha dato vigore al box office e questo clima di maggior ottimismo sarà di buon auspicio per un confronto aperto e leale tra distributori ed esercenti, nel rispetto dei propri ruoli, per affrontare i necessari cambiamenti che il mercato stesso richiede”.

Gli obiettivi quindi individuati dal nuovo Presidente sono in primis la lotta alla pirateria e la sfida delle nuove tecnologie ed opportunità di fruizione dei film. Secondo, infatti, i dati Anica sul cinema italiano, nell’anno solare 2009 la presenza di pubblico nelle sale cinematografiche ha subìto una leggera diminuzione, pari allo 0,4%, rispetto all’anno solare 2008 determinando tuttavia un aumento dell’incasso, pari al 4,9%, legato soprattutto alla maggiorazione del costo del biglietto per le proiezioni dei film in 3D e, sebbene il box office nel 2009 abbia fatturato 622,7 milioni di euro con la vendita di 98,9 milioni di biglietti, il fenomeno della pirateria è considerato come una delle cause della perdita di fatturato nell’industria audiovisiva superando il miliardo secondo una stima del Centro Protezione Diritti di Autore. Mentre l’associazione delle Major cinematografiche americane, la MPA, ha stimato una perdita di 18,5 miliardi nelle industrie cinematografiche a causa del fenomeno della pirateria, creando una presenza del 40% di materiale pirata on line. Tuttavia quello della pirateria è un fenomeno così controverso e difficilmente controllabile da creare anche divergenti opinioni: in un’intervista sull’impatto economico della pirateria nell’industria cinematografica Celata, docente di Economia dei Media e Direttore Scientifico del Multimedia Lab-Cattid di Sapienza Università di Roma, ha dichiarato che “solo nel 20% dei casi il downloading illegale provoca un mancato acquisto. Se poi stimiamo che nel 50% dei casi il downloading avviene in aree a scarsa densità di sale cinematografiche, di videostore, di pay-per-view o comunque a mancanza di prodotto (vedi il caso della Cina, che è senz’altro il caso più macroscopico a livello globale) la perdita per pirateria ammonta a circa 740 milioni di dollari a livello globale. A fronte di un mercato globale che si può stimare cautelativamente in 80 miliardi di dollari. Cioè lo 0,92% del mercato”.

 

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