Il CineBlogger | Il Cinema Oltre

 

 
Il CineBlogger |Il cinema oltre
 
 
 
a cura di Francesco Sarubbo
 
Il cinema oltre è il titolo di questa mini inchiesta realizzata soprattutto grazie ai contributi di tre cinebloggers che hanno risposto ad un breve questionario e mi sembra quindi doveroso iniziare ringraziandoli. Loro sono: gparker; kekkoz; UnoDiPassaggio.
L’obiettivo è stato quello di approfondire quella che viene considerata una critica cinematografica “non convenzionale”, lontana da logiche mainstream, rivestita in qualche modo di un modus operandi profondamente diverso rispetto a quello tradizionale e che varia a seconda di chi scrive. Non si trattava tanto di stabilire un vincitore enunciatario (critici tradizionali vs cinebloggers ), né chi fosse il più o meno bravo (blog con più lettori e visite vs blog “deserti”), quanto piuttosto indagare su una scrittura orientata unicamente verso – e per – il racconto e la narrazione di un cinema senza filtro. Metacinema.
Una scrittura che nasce e si sviluppa quindi principalmente per motivazioni personali, attitudini, ma in primis per passione (madre di ogni futura aspirazione). I blog sono arrivati in Italia solo dal 2001 ma si sono diffusi con la velocità che tutti noi abbiamo avuto modo di constatare. Di cinema sui blog, non si è tardato a discutere e sempre più frequentemente.
Il panorama generale del nostro universo di riferimento è quindi costituito sicuramente da un gran numero di cineblog aggiornati con una frequenza variabile tra il quotidiano e il bisettimanale, con una presentazione grafica anche questa assoggettata ai gusti e alle preferenze (alcune volte piuttosto sindacabile) dei webriters. Alcuni decidono invece di punto in bianco di non scrivere più, e il timbro della data – non più vicina al tempo attuale –del loro ultimo post ci avverte della loro assenza, se momentanea o prolungata non è dato sapere, anche se in alcuni casi qualcuno si ricorda di salutare tutti con un messaggio e chiudere baracca. I motivi possono essere infiniti: forse si accorgono che in troppi lo fanno e si finisce per dire le stesse cose, altri esauriscono la loro passione, e chissà cos’altro.
Come avrete modo di leggere, nell’allegato in fondo all’articolo, quello che è emerso, fra le altre cose, è un microcosmo di cinefili che mangiano pane e pellicole ogni giorno – iniziazione a cui si sono abbandonati chi prima chi dopo – che riescono ad ammantare i film di una polvere affascinante grazie a capacità di scrittura/sintesi/narrazione sopraffine. Tuttavia il nucleo più importante e interessante è dato dalle interrelazioni che emergono con altri mondi, linguaggi, modi di pensare. Altri testi.
È come se leggendo di quel film si stia imparando non solo delle cose sul film, ma anche com’è stato pensato, prodotto, cosa comunica, e tutta una serie di rimandi che è inutile citare perché perderebbero di significato. Ciò è possibile perché, nei migliori dei casi ovviamente, queste piattaforme autoriali diventano dei punti di contatto con il cinema, ce lo fanno sentire più vicino, più vero, soddisfano curiosità e conoscenza che altrimenti andrebbero perse. Qui i film hanno un vero e proprio “ciclo di vita”, sono casi limite ovviamente, ma come non lasciarsi persuadere dalla frenetica voglia di sapere tutto del ritorno de “Dark Knight”? Accade dunque che per alcuni film s’inneschi, grazie a sapienti strategie di diffusione virale lanciate dalle produzioni, un gigantesco word of mouth (letteralmente passaparola) che inizia a far “vivere” il film molto tempo prima della sua uscita e lo accompagna in numerosi step promozionali fin ad arrivare sul grande schermo. In questo caso quindi i cineblogger sono veri e propri influencer e le loro parole vengono considerate come quelle contenute nei sacri testi, altre volte invece ignorate.
Qui il cinema è aperto  in una doppia accezione, e secondo una visione condivisa generata dai feedback dei commenti e grazie al contesto virtuale che non permette di stabilire rigidi confini di esplorazione. Le conversazioni sono linfa e soddisfazione di chi scrive, l’innescare quei meccanismi di scambio e condivisione che rendono possibile la democratizzazione dei contenuti e del sapere rappresentano il vero non plus ultra rispetto alla critica stampata. La trasmissione della conoscenza, non solo prettamente cinematografica, è edificata grazie al continuo e instancabile lavoro di visione, approfondimento, ripescaggio di film “tesoro” d’epoca e non, la necessità di rendere visibile un cinema indipendente che non sempre trova spazio. Non stiamo ovviamente affermando che sono qualità e livelli riscontrabili in tutti i cineblogger ma che certamente esiste un humus di persone che valorizza queste prospettive con la propria scrittura e pensiero critico/interpretativo. Ognuno con le proprie diverse e spiccate connotazioni crediamo però che i “nostri” tre cinebloggers abbiano mostrato le carte in regola per farne parte. Lo stile adottato da ognuno di loro è la firma e la testimonianza del loro modo d’intendere il cinema, non spacciano verità assolute ma spunti di riflessione, momenti di confronto, partecipazione. Sorprende e curiosa è stata inoltre la scoperta di un cineblog che recensisce i cinebloggers! Purtroppo non s’è riusciti a dialogare con gli autori del blog, nessuna risposta ai contatti via mail probabilmente a causa della “chiusura” del blog intuibile anche dall’ultimo post risalente ormai a due anni fa.
Mi sembra superfluo dilungarmi ancora per cui scaricate l’allegato dove troverete le risposte di gparker kekkozUnoDiPassaggio ad un breve questionario e l’invito è quello di seguire i loro blog (e/o altri) per capire un po’ tutto il contesto che è emerso in queste poche righe nella speranza che questo sia solo il punto di partenza per la scoperta di altri sguardi. Oltre.
 
Ps: i nickname che li identificano fanno parte di quell’insieme di elementi che si muove su una comunicazione breve, veloce,stuzzicante. Sceglierne uno piuttosto che un altro è tutt’altro che un mero esercizio di stile.

 

 

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