Alice non va a Wonderland.











E con quest’ultimo film un inatteso Tim Burton è riuscito a far risultare noiosa una delle storie più avvincenti e meno noiose della storia della letteratura: Alice in Wonderland. Il problema non è che molti si aspettassero di vedere la storia tratta dai due libri di L. Carroll o dal cartone animato della Walt Disney, perché, per quel che mi riguarda, io ritengo che quando si faccia un film tratto da un romanzo, il libro bisogna assolutamente dimenticarlo, altrimenti è inutile andare a vedere il film (si rimane a casa e si rilegge il libro). Film e romanzo, cinema e letteratura, sono due cose completamente diverse, quasi l’una la negazione dell’altra. Il problema è, bensì, un altro: questo film è brutto per diversi motivi.

Motivo numero 1: i personaggi del film non hanno nulla a che vedere con quelli del libro e non mi basta che Alice ripeta in continuazione che non è "quella" Alice.  “Quella” Alice era un po’ stupida ed ingenua, ma nei momenti più inaspettati dimostrava un certo coraggio ed una certa irriverenza nelle risposte. Invece “questa” Alice non è niente, non è neanche matta: è una che scappa da una proposta di matrimonio e si fa travolgere dagli eventi, talmente tanto che non è neanche lei ad uccidere quel simildrago o come lo chiamano nel film, ma è la spada ad ucciderlo, lei deve solo aggrapparsi ad essa e tenerla in pugno. Quindi chi è? Che fa? A che serve? A me stava antipatica. Un film senza protagonista.

Motivo numero 2: nell’immaginario collettivo il cappellaio matto è sempre stato quel personaggio mattarello e fuori dal comune che faceva divertire tutti quanti. Invece questa è l’ennesima maschera tragica decadente che Tim Burton affida a Johnny Depp e non me ne frega assolutamente nulla di sapere perché un corvo assomiglia ad una scrivania.

Motivo numero 3: decidendo di inventare un’altra storia, un ipotetico seguito del romanzo di Alice, Tim Burton si perde in una sceneggiatura che è ai limiti del demenziale. La sceneggiatura è già vista, già scritta, non ha nulla di nuovo: un’eroina che deve conquistare i vari mezzi che la porteranno ad eliminare il “cosodrago”, far fuori la regina cattiva e riconsegnare il regno alla vera regina. Ma perché la regina rossa è dovuta diventare per forza cattiva? Perché si è dovuta banalizzarla per forza? Ma i concetti che stavano alla base del romanzo dove sono finiti? I concetti stessi che stavano alla base del personaggio Alice sono scomparsi. Alice è una ragazzina insulsa e sciapa. Inoltre, nel dover inventare una nuova storia per Alice, la regia di Tim Burton risulta imbevuta di Signore degli Anelli; due esempi: il regno della regina bianca sembra Minas Tirith; la scena di Alice che punta la spada contro il drago sembra quella di Eowin ne “Il ritorno del re”; il fossato pieno di teste attorno al castello della regina rossa sembrano le paludi morte attraverso cui passa Frodo. Inoltre la storia delle due regine sorelle sembra un pezzo di storia d’Inghilterra (Elizabetta I vs. Maria I). E ancora: la danza che fa Johnny Depp alla fine è semplicemente ridicola: da Tim Burton mi sarei aspettato una scena spettacolare e sconvolgente, magari una danza collettiva di circa 3 minuti che avrebbe dovuto far strabuzzare gli occhi agli spettatori, non questi insulsi passetti ridicoli che il cappellaio matto tenta di fare. Orrenda, scena veramente orrenda.

Motivo numero 4: il film non nasce per il 3d e si vede. Eccome se si vede. Il film è stato infatti riconvertito in 3d in una fase successiva alle riprese. L’effetto non è, quindi, quello di Avatar, non è per nulla spettacolare. Io non credo, come molti dicono, che il 3d sia adatto soltanto ai generi action, fantasy od horror. Io penso che il 3d si possa adattare tranquillamente a qualsiasi genere (anche al drammone corale italiano che tanto piace qui in questa italietta alla deriva, cinematograficamente parlando). Il problema di “Alice” è che essendo stato riconvertito, si notano alcuni difetti, alcuni fastidi nell’inquadratura che da un Tim Burton non mi aspetto.  Inoltre in Italia la situazione è aggravata dal fatto che gli unici schermi Imax esistenti di trovano a Rimini e Taranto e non vengono usati per la proiezione di questi film. Quindi, finchè gli esercenti italiani non si svegliano, non potremo mai vedere un film 3d nel suo reale formato (italietta…) E sono sicuro che il film risulterà a tutti più bello se visto in 2d, magari in lingua originale, perché diciamolo, anche il doppiaggio non è il massimo (in particolare mi è risultata fastidiosa la regina di cuori, ma anche il doppiaggio di Johnny non scherza).

Motivo numero 5: anche la colonna sonora mi sembrava già sentita. E da Danny Elfman questo non lo accetto. Per non parlare della canzone sui titoli di coda di Avril Lavigne che vorrei capire cosa diavolo centra con Tim Burton. AAAAAARGH!!!

Motivi numero 6 e successivi: il Brucaliffo lo ricordavo divertente, invece nel film è noioso; lo Stregatto era circondato da un’aura di mistero, invece nel film è noioso; nessuno dice “è tardi Marianna, è tardi”.

Unici fattori di divertimento: il leprotto marzolino che lancia roba di qua e di là; la topina che sembra avere più attributi di Alice; la dentatura di Johnny Depp, a cui manca un incisivo superiore lasciando un buco nell’arcata dentale.

Unico fattore positivo dell`andare a vedere questo film al cinema spendendo delle sudatissime undici euro: ho visto il trailer in 3d di Tron. Alleluja Alleluja!

L’unica spiegazione che mi viene, alla fine di queste riflessioni, è che probabilmente la Walt Disney aveva bisogno di rinnovare il suo logo e ha affidato il progetto a uno dei più grandi sognatori del cinema americano. Purtroppo la cosa non ha funzionato, perché ne è uscita una storia banale con personaggi banali e con ambientazioni già viste. Nulla di nuovo insomma. Non ho avuto l’impressione che Alice sia andata nel paese delle meraviglie. Che amarezza! A questo punto la notizia che Tim Burton stia lavorando alla storia della bella addormentata nel bosco mi mette paura.

 

Giulio Poidomani

 

 

Lascia un commento