Dinner for Schmucks | Il remake americano de La cena dei cretini

Francis Veber è amato a Hollywood e osannato in Francia. Già sceneggiatore de “Il vizietto”, è lui l’autore de "Le dîner de cons" ("La cena dei cretini"). La celebre pièce teatrale ha calcato per anni le scene parigine e non solo, e nel 1998 è stata trasposta in un film di altrettanto successo. Adesso il soggetto è sbarcato in America e dal 23 luglio sarà nelle sale di oltreoceano.

Doveva far parte del progetto Sacha Baron Cohen, vedremo invece, diretti da Jay Roach: Steve Carell, Paul Rudd, Zack Galifianakis e Lucy Punch.

La trama di questa farsa/commedia degli equivoci vede un gruppo di manager dell’alta borghesia, ricchi e annoiati, che ogni mese organizzano una gara: vince chi porta a cena la persona più cretina. E il divertimento consiste nel prendersi gioco dei malcapitati ospiti.
Tim (Paul Rudd), è un giovane ambizioso che ha appena ricevuto dal suo capo il suo primo invito alla cena…

Nell’originale francese il “cretino” è François Pignon (Jacques Villeret, fu premiato con il César), personaggio mitico e ricorrente di Veber: uomo semplice, imbranato, gaffeur, agitato e perennemente ansioso, in preda ad un hobby ossessivo: costruisce modellini con i fiammiferi. Nella versione americana cambio ovvio di nome, Barry (Steve Carrell, abituato a ruoli comico-demenziali) e di hobby: il nostro colleziona topini morti, li imbalsama e li riveste per comporre con essi complessi diorami a soggetto artistico (l’Ultima cena di Leonardo, tanto per fare un esempio).

Il film si gioca tutto sul rovesciamento della prospettiva: il ricco che si specchia negli occhi del “cretino” e vede crollare il castello della sua esistenza eretto con tanta cura e precisione, a causa di una serie di catastrofi a catena generate dall’uomo. I maldestri tentativi di aiuto di quest`ultimo, non fanno altro che far precipitare la situazione fino ad un punto che pare di non ritorno: la perdita di quel rispetto sociale tanto faticosamente conquistato e la perdita della donna della propria vita. Crudeli giochi del destino che si diverte a farsi beffe di tutti.

Graffiante e velenosa denuncia sociale, la pellicola francese metteva alla berlina un mondo vano e superficiale con un ritmo trascinante. Vedremo se il remake sarà all’altezza dell’originale.

Francesca Bani
 

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