Katzenberg: “La riconversione è la fine del 3D”

L`intervista del CEO di DreamWorks Animation a `Variety` | Da e-duesse

Jeffrey Katzenberg, CEO di DreamWorks Animation, ha rilasciato a `Variety` una lunga intervista in cui, tra l`altro, si esprime polemicamente contro la pratica della riconversione di film 2D in 3D. «Credo – afferma Katzenberg – che ci troviamo a un vero e proprio punto cruciale. Oggi il 3D nei cinema offre probabilmente la più grande innovazione e opportunità di qualsiasi cosa avvenuta negli ultimi decenni per chi fa film, studios, esercenti e, fatto più importante, per i consumatori. Il problema di `Scontro tra titani` non riguarda la disponibilità di sale o l`accesso ai cinema, riguarda cosa il film rappresenta: un`esperienza diversa. E, secondo il mio parere, se questa viene replicata e diventa lo standard, è la fine del 3D». Il produttore prosegue sostenendo che la riconversione è un trucco per ingannare il pubblico, ma alla lunga gli spettatori capiranno la differenza e si allontaneranno dalle sale: «Quanti film ci vorranno, uno, tre o cinque, prima che il pubblico arrivi a discernere la differenza tra buono e terribile? Ma quando questo accadrà noi avremo già ucciso la gallina dalle uova d`oro». Per Katzenberg la differenza tra film pensato in 3D e film riconvertito è sostanziale: «Un regista che pensa e dirige la sua storia con il 3D come parte dello storytelling è enormemente diverso da un film in 2D che subisce un basso e sporco processo tecnico di post produzione. È una cosa assolutamente analoga a prendere un film in bianco e nero e colorizzarlo. È possibile tecnicamente ma non è quello che l`ideatore aveva in mente. E non funziona. Dico con assoluta sicurezza che attualmente, al giorno d`oggi, per quest`anno, non esiste nessuna tecnologia che può prendere un film in 2D e può trasformarlo con la post produzione in un film 3D di alto livello. E se noi come industria sceglieremo questa riconversione in post produzione, è la fine». Il punto, secondo Katzenberg è anche che «noi chiediamo agli spettatori di pagare il 50% in più per vedere questi film. Perciò credo che ci sarà una forte reazione. Sarà un colpo di frusta. Si allontaneranno molto velocemente».

Fonte: e-duesse

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