Cara Italia. Un progetto irrealizzabile?

Cara Italia. Un progetto irrealizzabile? | Di Roberto Faenza

Qui di seguito pubblichiamo un progetto interessante, avanzato sin dal 2008 in occasione delle celebrazioni del 150° anno dell’Unità di Italia alla Presidenza del Consiglio dei Ministri da un pool di Università italiane e coordinato da Cinemonitor. Il progetto è finito poi nel nulla al pari di tanti altri per mancanza di fondi, tipico esempio di insensibilità alla produzione della cultura giovanile.

TITOLO:

CARA ITALIA,

Autobiografia di una nazione

Viaggio attraverso l’Italia, raccontata in un film e in varie opere multimediali, in occasione del 150° anno della fondazione dello Stato italiano

Cara Italia, autobiografia di una nazione, è un evento mediatico, da realizzarsi in vista del 150° anno della fondazione dello Stato italiano.

L’Italia filmata, rappresentata e raccontata dai giovani, quasi una lettera dal e al paese, scritta in prima persona, a volte con rabbia altre con amore, due sentimenti indispensabili per capire il profondo di una nazione.

Composto da episodi, storie e segmenti digitali, da distribuirsi parte nelle sale cinematografiche, parte in televisione, parte su Internet e parte anche sui telefonini.

Fasi di realizzazione:

   1. a partire dal 2008 e per la durata di dieci mesi si attiverà la raccolta di proposte (sia storie “a soggetto” che di genere multimediale), nelle principali Università italiane, dove sono attivi corsi e master di comunicazione e di multimedialità. Parallelamente alla raccolta delle proposte, si avvierà il processo di formazione dei vari team di realizzazione, tramite la individuazione e la  selezione dei partecipanti, la ricerca dei materiali e la professionalizzazione dei gruppi di lavoro. Per il centro e il nord di Italia: la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, lo IULM di Milano, Il Museo del cinema e l’ Università di Torino, il DAMS di Bologna. Per il sud di Italia: le Università di Napoli e Catania.

      Le proposte di questa prima fase saranno raccolte sotto forma di sceneggiature e script. Conterranno le linee guida per la loro realizzazione: piani di lavoro, preventivi dei costi, indicazione di cast artistico e tecnico (dai registi agli interpreti, tutti giovani e giovanissimi), sia per gli episodi e le storie “a soggetto”, che per le tematiche delle parti multimediali;

   2. contestualmente all’avvio di questa prima fase, verrà costruito un Portale atto a ospitare, man mano che maturano, le proposte di cui alla lettera precedente, sia sotto forma di interrelazione on line tra i vari partecipanti al progetto, che per l’uploading di proposte audiovisive, provini e singoli filmati realizzati durante la prima fase. Il Portale avrà inoltre la funzione di garantire la trasparenza e il controllo “in diretta” del progetto;


   3. entro la fine del 2008, le proposte migliori verranno selezionate e divise per “sezione”, in vista della realizzazione tanto di un filmato di circa 100 minuti, destinato allo sfruttamento cinematografico, quanto delle altre componenti, di minutaggio vario, destinate allo sfruttamento televisivo, via Internet e su cellulari;


   4. a partire dall’inizio del 2009, verranno realizzate le singole componenti del progetto sulla base degli script approvati, dei preventivi e dei piani di lavorazione. I prodotti realizzati saranno pronti per la presentazione in pubblico tra la fine del 2009 e l’ inizio del 2010.

Cinque progetti multimediali come esempi

A puro titolo di esempio, qui di seguito vengono descritti cinque progetti che potrebbero entrare a far parte di Cara Italia, autobiografia di una nazione.

Si tratta di cinque progetti maturati all’interno di alcune Università italiane che hanno per tema:

1) il viaggio di un gruppo di giovani, che partendo da Marsala, dove è avvenuto lo sbarco dei Mille, racconteranno storie e storia d’Italia in un mix di fiction e documentazione;

2) come i giovani vedono se stessi e i propri problemi in una appassionata lettera indirizzata al Parlamento;

3) scene di vita quotidiana, in una città interrogata e scrutata da mille telecamere;

4) musicisti di ogni parte del mondo che hanno scelto di fare della precarietà un’arte e una missione sociale;

5) un remake di Comizi d’amore di Pasolini ambientato tra i giovani di oggi.

Nello specifico:

“1861-2011  IN VIAGGIO CON 150 ANNI D’ITALIA”

La storia e la vita di 150 anni di Italia, raccontati attraverso un viaggio-esperienza di un gruppo di giovani, nelle tappe che hanno fatto da sfondo al periodo del Risorgimento e dell’Unità d’Italia. È il viaggio di un bus (come in una tipica gita scolastica) con a bordo dodici giovani (sei ragazze e sei ragazzi), armati di computer, telecamere e registratori, attraverso 27 tappe. I nostri dodici cronisti partiranno da Marsala, la prima tappa della nascita dello Stato italiano, come in una moderna Spedizione dei Mille, questa volta alla conquista della loro storia nazionale.

Il viaggio è l’espediente di ricerca dei contenuti che andranno a costituire il materiale documentale e narrativo per la costruzione finale di un evento e di un prodotto filmico. L’intento è dunque quello di ricreare e raccontare, attraverso l’esperienza vissuta, la nostra storia più recente, facendo interagire giovani e territorio. Un viaggio che sarà esso stesso un racconto, filmato dai giovani componenti il gruppo, che a loro volta filmeranno e raccoglieranno materiali di supporto (storico, sociale, culturale e di inchiesta), ma anche momenti di vita  musicale, fotografica, giornalistica, documentaria, etc.

Un sito internet farà allo stesso tempo da amplificatore e da agente interattivo tra i giovani esploratori e l’Italia (si potrà vedere in tempo reale, ad esempio, il percorso e i racconti dei dodici giovani tramite strumenti come blog, chat, forum, gallerie fotografiche, videomessaggi, etc..). Inoltre con l’uso dei video-telefonini i giovani potranno sempre avere l’opportunità, in diretta, di documentare la loro esperienza e condividerla con tutti. Fiction e documentazione si incroceranno, dando vita a una composizione di storie e storia di singolare attualità.

 “CARO PARLAMENTO”

un filmato dalla parte dei giovani

È difficile oggi essere giovane in Italia. Troppo spesso manca un lavoro adeguato, mancano le prospettive, c’è molto precariato, troppa disoccupazione. I giovani pensano che i politici si preoccupano di altro e che per stampa e televisione il problema non valga una seconda serata. Nelle trasmissioni di approfondimento si parla per lo più di calciopoli, vallettopoli, guerre lontane, pensioni. Raramente si focalizza l’attenzione sulla generazione che prima o poi dovrà reggere il paese sulle proprie spalle. L’indagine non si limiterà, superficialmente, a puntare il dito contro, ma vuole soprattutto rendersi utile, risultare costruttiva e propositiva. I giovani intervistati, infatti, saranno invitati a rivolgere al Parlamento italiano suggerimenti e indicazioni per risolvere i problemi che attualmente limitano l’effettiva partecipazione dei giovani all’organizzazione politica, economica e sociale della nazione.  

“OCCHI SULLA CITTA’”

Migliaia di telecamere filmano le nostre città, costantemente. Spesso dall`alto, attaccate sotto i cornicioni o ai lampioni delle strade, a volte ad altezza d`uomo, da dietro un bancomat o alla stazione di un autobus. Inquadrano le piazze e i monumenti, sorvegliano i prodotti esposti nei supermercati, gli scaffali nelle librerie. Eccetera. Il progetto prevede la realizzazione di un filmato che utilizzi in modo creativo e dinamico i punti di vista delle telecamere sparse per la città.

Una storia costruita pensando alle potenzialità e alle limitazioni offerte dall`interazione tra la città, i personaggi e gli obiettivi che li osservano. Si tratta di sperimentare uno strumento narrativo, ma anche di sfruttare un mezzo per scoprire nuove prospettive, visive e di racconto. Sarà un prodotto potenzialmente modulare, scomponibile per segmenti (o per luoghi, per storie, per personaggi…), che  potranno essere utilizzati attraverso strumenti di fruizione e distribuzione diversi (internet, telefoni cellulari, podcast…).

“METROPOLITAN MUSIC HALL OF ROME”

La città  eterna come teatro. Strade, angoli di piazze, ristoranti e mezzi di trasporto come palcoscenico. Musicisti di ogni parte del mondo che hanno scelto di fare della precarietà un’arte e una missione. Sono immigrati o cosmopoliti? Disoccupati o poeti dell’improvvisazione? Alcuni di loro lavorano solitari, altri in gruppo, c’è chi viene da altri continenti e chi è nato e cresciuto nella capitale: tutti a inseguire il sogno della comunicazione attraverso la musica. Storie di artisti, di musicisti che si confrontano nella città dove il mosaico delle culture più diverse diventa sempre più complesso e sfaccettato. Musicisti eclettici, spesso sorprendenti. Li seguiremo per le strade della loro vita privata e per quelle del lavoro, affidato a quel fascino che l’arte può suscitare in chi si trova a guardare per caso, passando. Ne scandaglieremo le scelte di vita come quelle musicali, e capiremo che non si tratta di un ripiego, ma di una delle tante possibilità offerte dall’incanto della musica, che viaggia senza passaporto e senza contratto. Scopriremo insieme a loro una realtà musicale inattesa, un mondo di artisti di ogni età, sesso, religione e credo politico, fatto di contatti, collaborazioni, regole, dove vive il grande spettacolo quotidiano nel teatro di Roma, che lo sguardo del passante frettoloso coglie solo nella sua  casualità.

“COMIZI D’AMORE”

Negli anni ’60, Pasolini girò un film-inchiesta sull’amore, percorrendo tutta la penisola, dalle grandi città alle campagne. Un esperimento di “cinema diretto”, da cui emerse come vi fosse in Italia una generalizzata e profonda ignoranza sui temi dell’amore e della sessualità, accompagnata da timori e tabù. Cinquant’anni dopo, com’è cambiato il rapporto degli italiani con l’amore? Come sono cambiati i costumi? Il progetto non intende porsi come continuazione dell’inchiesta compiuta allora, ma non può certamente esimersi dall’instaurare dei confronti. Chiedendosi per esempio: i bambini del film di Pasolini che uomini sono diventati e i giovani di oggi cosa pensano, come si comportano? La sensazione è che l’Italia sia cambiata, che il mondo raccontato da Pasolini non esista più. Le sue domande si rivolgevano a un paese che affrontava certi temi con frasi fatte e luoghi comuni. La tensione morale dell’indagine svolta era evidente: solo la cultura e la libertà avrebbero potuto portare a un vivere più emancipato. Le domande oggi cambiano di segno. Se mostrare il sesso e parlarne pubblicamente non è più un tabù, quali sono le nuove tensioni? Nel nostro mondo pregno di messaggi sessuali espliciti, gli italiani si sentono più liberi o la saturazione disorienta? Esistono ancora i luoghi e le modalità di incontro dei “comizi”, oppure oggi sopravvivono solo individualità senza un sentire collettivo? Non conosciamo le risposte e attraverso l’indagine andremo alla ricerca di nuove conclusioni.

Lascia un commento