Matrimoni e altri disastri. La commedia corale italiana

Da Venerdì nelle sale Matrimoni e altri disastri | Commedia sentimentale con Buy, Volo e Littizzetto

Dalla sinossi reperibile su internet questa pellicola sembra puntare ad un vasto pubblico sulla scia delle commedie sentimentali dai buoni incassi come “Ex” di Brizzi o “Questioni di Cuore” della Comencini, nel collaudato filone delle commedie sugli adulti di oggi alle prese con problemi di cuore.
Margherita Buy ha il ruolo a lei congeniale di una nevrotica quarantenne single così come Fabio Volo quello di un “simpatico arrampicatore sociale” promesso sposo di sua sorella (Francesca Inaudi) in una trama che “a partire dall’organizzazione delle nozze, assurdamente affidata alla super-single Nanà (Margherita Buy) allergica ai matrimoni, si dipanerà in una serie irresistibile di esilaranti situazioni. Colpi di scena imprevisti e scoperte inaspettate porteranno Nanà ad aprire gli occhi sulla propria condizione e a desiderare di cambiarla”.
Genere ormai classico e consolidato nella cinematografia nazionale contemporanea, la commedia sentimentale di stampo anglo/americano è un Cinema “medio” per eccellenza che riscuote il favore del pubblico e che, sebbene i suoi incassi vivano di alti e bassi, sembra essere apprezzato dai produttori nostrani che continuano ad investire stabilmente in storie di questo tipo con una produzione media annua di una quindicina di titoli.
Questo film, prodotto nel 2008, esce soltanto adesso cercando il suo pubblico in questa tardiva primavera del 2010 e lasciandoci sperare, dati gli interpreti e la regista, in una commedia brillante meno sciapa di tante altre nostre pellicole similari.
L`ultimo film di Nina Di Majo uscito nelle sale risale al 2002 e si intitolava “L`inverno”, aveva per protagoniste Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi e proponeva come tema quell`incomunicabilità dei sentimenti tanto cara al maestro Michelangelo Antonioni. Presentato fuori concorso al festival di Berlino dello stesso anno il film non ha riscosso un grande successo nè di pubblico nè di critica ma ha confermato le doti e il talento registico della Di Majo che ha avuto il merito di portare avanti un cinema intellettualmente intenso seguendo la tradizione più specifica della nostra tradizione cinematografica.
In un momento storico molto particolare per l`Italia, in cui un pubblico assopito dalla mediocrità televisiva e dagli strabilianti effetti speciali del Cinema d`oltreoceano premia soltanto quelle produzioni nazionali che gli garantiscano un sicuro divertimento, la scelta della Di Majo di realizzare una pellicola squisitamente commerciale sembra azzeccata, la scelta degli interpreti è in linea con il genere e la trama sembra essere “media” abbastanza per poter piacere al nostro pubblico “medio”.
Sul concetto di “Medio” lo stesso Fabio Volo riflette con grande lucidità in una video-intervista reperibile in rete in cui esprime la sua idea a riguardo usando la parola “solco” per definirla:
“Credo che ci siano quattro cinque campanelli diciamo fatti da un solco sociale, ma anche politicamente per esempio. C`è costantemente ogni giorno come una goccia d`acqua, qualcosa che segna no? I programmi della De Filippi sono una linea, che ogni giorno fanno un solco. Automaticamente poi quando c`è nel tessuto sociale questo solco le persone ci cadono dentro automaticamente, non è neanche una scelta e non è nemmeno un obbligo, non è una dittatura. E questa cosa del diploma, la laurea, il matrimonio e poi si lavora e poi i figli… sono tanti campanellini… tant`è che io conosco delle persone che affidano la propria vita o a Dio o al capo o al marito o alla fidanzata o ai genitori o alla sfortuna o al destino, e molte persone sono sollevate dall`idea che ci siano degli obiettivi da raggiungere che non siano obiettivi personali cioè di un destino proprio, ma di un destino comune.” (http://www.youtube.com/watch?v=Ji0JSTiIh7U)
Ma quanta consapevolezza c`è in noi di questi “campanellini”? Quanta riflessione dedichiamo al destino comune? E che rapporto ha il Cinema “medio” con questo solco?
 
 Flavio Costa
 

 

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