“Matrimoni e altri disastri” Recensione

Uscito in 300 copie nelle sale Italiane, “Matrimoni e altri disastri” di Nina Di Majo al primo weekend di programmazione sta ottenendo un buon incasso grazie più alla capillare distribuzione che a una qualità intrinseca del film.
Le aspettative di una commedia meno sciapa delle altre similari nostrane è purtroppo decaduta e visto il film rimane un po` di delusione.
Definita da Paolo Mereghetti come “una pellicola per chi si accontenta” effettivamente il film si snoda su una trama prevedibile e senza particolari colpi di scena, le tanto “esilaranti situazioni” promesse dal lancio pubblicitario latitano, e il film si regge unicamente sulla bravura degli interpreti Fabio Volo e Margherita Buy.
Entrambi rendono i personaggi assai credibili e verosimili e Fabio Volo soprattutto riesce con la sua naturalezza interpretativa a dare al film una sua dignità.
L`organizzazione delle nozze che Nanà deve compiere per fare un favore alla sorella sono un viaggio all`interno del suo rapporto con gli uomini e con la sua famiglia, e la sua guida (Fabio Volo) le mostrerà la via per riaprirsi all`amore.
La storia scorre su questo intreccio, nel quale i personaggi secondari contribuiscono o in siparietti comici (la Littizzetto) oppure in veste di “rivelatori” (lo scrittore Bauer e i genitori di Nanà) fino a un “happy end” intuibile ma a suo modo catartico.
Il problema di molta commedia italiana contemporanea è, a mio parere, la sua mancanza di organicità nelle storie, i personaggi e il contesto appaiono come due mondi separati e non “organici” tanto da dare l`impressione che i protagonisti “saltino” da una scena all`altra.
Sull`immaginario di riferimento con cui si gioca l`identificazione del pubblico è proprio una caratteristica della commedia italiana contemporanea puntare sui valori e sull`ambientazione alto-borghese, sicuri che il pubblico capisca e si identifichi in quelle maschere.
Eppure, sebbene gli incassi al botteghino sembra diano ragione a questa scelta, la commedia all`italiana “vera” ha fatto del benessere e dei valori borghesi il motore di quel lato drammatico che la contraddistingueva e si è sempre interrogata sui cambiamenti della società dovuti alla modernità. Nelle storie il contesto non era affatto passivo: tra personaggi e contesto c`era quel corto circuito che dava “organicità” alla storia e il mondo intorno ai protagonisti non era soltanto un teatrino di cartapesta in cui si svolgevano le loro azioni.
Invece nella commedia italiana contemporanea sempre più spesso il contesto appare soltanto come una scenografia, fatta di attici mozzafiato, ville lussuose e costose automobili in cui i personaggi vivono e si relazionano, appunto, come in un teatro ma senza creare corto circuiti. I loro problemi esistenziali sullo schermo non hanno nessun rapporto con il contesto materiale che li circonda.
Una nota positiva di “Matrimoni e altri disastri” è la qualità degli interpreti e va dato merito alla Di Majo di aver saputo dirigere con grande cura i suoi interpreti principali riuscendo alla fine a dare al film quella sua unità che permette comunque una sua piacevole visione.
 
Flavio Costa

 

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