Stregati da Ipazia

Agora | Nelle sale italiane il nuovo film di Alejandro Amenábar

E’ proprio il caso di dirlo…Stregati da Ipazia, la martire pagana protagonista di “Agora”, il nuovo film del regista spagnolo Alejandro Amenábar.
Vestita dalla costumista Gabriella Pescucci ( Premio Oscar per il film “L’età dell’innocenza” ) con abiti, i cui colori scandiscono la crescita personale della filosofa, Ipazia è il simbolo della perfezione: unione di armonia e bellezza utilizzata per l’insegnamento e per diffondere la cultura.
 Anticipato da proteste sui social network per il ritardo nella distribuzione nella “laica” Italia, Agora non è affatto un film blasfemo. Già in “Mare Dentro”, dove con la storia del tetraplegico Ramòn Sampedro, interpretato da Javier Bardem, affronta il tema dell’eutanasia, il regista aveva proposto tematiche religiose, ma in Agora denuncia i fondamentalismi religiosi rappresentati come “brutti, sporchi e cattivi”, devastatori dei luoghi del sapere e della cultura al grido religioso di hallelujah.
Il regista ha voluto accostare Ipazia a Cristo ( emblematico è il bacio finale del “Giuda” Dabo nel tempio prima della lapidazione e il calvario della filosofa ), ma nella descrizione di questa donna l’accostamento è anche alle streghe. La stessa Ipazia è condannata a morte per stregoneria e per eresia: è quindi la prima “strega” del Cristianesimo e la forza nel descrivere “la strega” Ipazia ricorda “La passione di Giovanna D’Arco” di Dreyer.
Mentre la storia d’amore, Ipazia contesa da due uomini, il discepolo Oreste e lo schiavo, è solo una cornice per inquadrare la figura della filosofa che vuole mantenere e conservare il suo oggetto di valore ( il sapere della biblioteca alessandrina ) difendendola dai Cristiani, suoi opponenti.
Il film è colmo di riferimenti alla filosofia a partire dalla prima scena iniziale con l’immagine del globo e quindi il riferimento al sistema tolemaico, ma anche all’iconografia e simbologia cristiana: Ipazia, nonostante sia pagana, professa la pietas e il perdono, mentre i pagani, come Cristo, distribuiscono ai poveri il pane.
Un tuffo nel mondo della cultura greca con riferimenti alle conquiste democratiche degli ateniesi nel V secolo, la filosofia, la musica, l’insegnamento ( come l’Accademia e il Liceo ) raccontato in alcuni punti in maniera troppo arzigogolato.
 

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