Vendicami. Intervista a Johnnie To

Una storia di vendetta e redenzione | di Marco Chiani

Meritoriamente, Fandango distribuisce nelle sale – da oggi – l’ultimo film di Johnnie To, Vendicami. Uno dei suoi migliori. Interpretato per la prima volta da un attore occidentale, la rockstar francese Johnny Hallyday, il film è anche un omaggio al polar: già dal nome del protagonista, che si chiama Costello, come Alain Delon in Frank Costello faccia d’angelo di Jean Pierre Melville. Tra sequenze da antologia e riflessioni sulla colpa e la redenzione, Vendicami può essere letto come un invito a dimenticare l’odio per ricominciare a vivere. Nel cast, oltre a Hallyday, non nuovo ad ambientazioni noir, sia sufficiente pensare a L’uomo del treno, i fedelissimi Suet Lam, Anthony Wong e Simon Yam. Da vedere.
 
"Un padre arriva a Hong Kong per vendicare la figlia, la cui famiglia è stata distrutta. Ufficialmente è un cuoco francese, vent’anni fa era un killer".
 
Abbiamo incontrato Johnnie To in occasione della presentazione romana della pellicola:
 
Seppure il suo metodo è basato sull`improvvisazione, Vendicami sembra un lavoro molto studiato, perfettamente coreografato in ogni sua sfumatura…
 
Forse questo è dovuto alla mia lunga esperienza come regista. Anche se la mia società di produzione, la Milkyway Image, è stata costituita nel 1996, prima, dal 1977, ho cominciato a fare il regista per una televisione… faccia il conto: sono passati moltissimi anni! La lunga esperienza mi ha insegnato a produrre velocemente un film, quasi in qualsiasi condizione. C`è da aggiungere che prima della costituzione della Milkyway non mi rendevo conto che avrei lavorato per il cinema, non mi sentivo per nulla di far parte di questo mondo, solo dopo ho capito che era il mondo in cui volevo vivere…
 
Veniamo ai personaggi. Dei tre killer, uno è più raziocinante, un altro addirittura comico. Come ha lavorato su queste sfumature?
 
Ognuno deve avere per forza di cose le proprie caratteristiche. Ho pensato di attribuire caratteri diversi ai tre personaggi soprattutto per rendere meno monotona la storia. Se tutti avessero avuto gli stessi atteggiamenti verso la vita, la progressione non avrebbe di certo funzionato: il primo sa usare il cervello, il secondo è specializzato nello sparare, il terzo nella lotta a mani nude. Tutto ciò dà vivacità alla pellicola, in questo modo quando i tre sono insieme, l`atmosfera diventa più accattivante.    
 
 
C`è un`evoluzione del personaggio interpretato da Anthony Wong da Mission, poi Exiled e ora Vendicami?
 
In Mission e Exiled non avevamo un copione, abbiamo lavorato creando tutto durante il lavoro. A dire il vero, mentre giravo, non sapevo nemmeno quale sarebbe stato il risultato finale. A questa evoluzione non ci ho pensato. Non so se Tony abbia voluto creare un legame con gli altri personaggi, forse è possibile, perché come allora non sapeva nulla del personaggio che avrebbe interpretato.

 

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