Gli amori folli | Le ali della libertà

Nouvelle Vague | Resnais e l`amore

Il grande maestro Alain Resnais, quasi novantenne, sta vivendo una sua seconda giovinezza. E ci regala un film che si libra leggero sulle ali di un piccolo aereo. La pellicola è metafora del volo, evoluzioni e giochi in aria, che paiono senza scopo, solo per il piacere e l`ebbrezza di sentirsi liberi. Un esercizio di stile, si direbbe. Un brano di musica, che colpisce per il suo ritmo sincopato.

"Gli amori folli" nel titolo originale suonava “Les herbes folles” rappresentando molto bene i protagonisti "due persone – dice lo stesso Resnais – che seguono impulsi totalmente irragionevoli: come quei semi che germogliano tra le crepe dell’asfalto o tra le rocce in campagna, dove nessuno si aspetterebbe di vederli spuntare".

"Resnais non filma la letteratura, compone immagini che ci raccontano qualcosa di completamente diverso: che cosa non lo so, ma è qualcosa di visibile. E, secondo me, il cinema dovrebbe essere questo". Questa l`opinione di Christian Gailly, autore de L’incident, romanzo dal quale è tratto il soggetto.

Un portafoglio rubato apre la porta – ma si tratta solo di un piccolo spiraglio – a un’avventura romantica tra Georges e Marguerite. Lui, sposato e padre, lo ritrova e non resiste alla tentazione di rintracciare lei, dentista e aviatrice per hobby… Un senso di improvvisazione. Un gusto speciale per la variazione, una straordinaria vitalità nel gettarsi a capofitto nella più totale confusione, un desiderio impossibile che si accende quasi dal nulla.

Lasciatevi trascinare da questo scherzo di Resnais. Dai suoi attori di sempre, i bravissimi Sabine Azéma e André Dussolier, insieme al convincente Mathieu Amalric. E da tutto un contorno di figure minori perfette. Vi trasporteranno in una delicata commedia dove logica e razionalità non hanno spazio.

Francesca Bani

 

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