Cinema italiano & Horror | Come ti spavento il bel paese

 Cinema italiano & Horror | Come ti spavento il bel paese

Uscirà il 14 maggio Shadow nuovo film di Federico Zampaglione, ex tiromancino, già cimentatosi con la macchina da presa nel notevole Nero Bifamiliare. Definito come “la rinascita dell`horror italiano” il film si preannuncia spaventoso tanto da essere definito dallo stesso regista “un incubo nell`incubo”. Ma cos`è l`horror italiano?? Per molti critici il cinema italiano e l`horror sono due rette che non si incontreranno mai, ma gli anni `70 e `80 sono stati molto prolifici in questo genere, grazie anche a registi come Mario Bava, Pupi Avati e, sopratutto, Dario Argento.

I primi esempi di horror all`italiana si hanno già intorno agli anni `50, quando il regista Riccardo Fredda, coadiuvato da un giovane Mario Bava alla fotografia, decide di girare I Vampiri che narra le vicende della terribile Contessa Bathory, il film nonostante le atmosfere efficaci e la buona trama viene totalmente snobbato dal pubblico.

Ma saranno gli anni a cavallo tra il `60 e `70 a dare il via a questo genere cinematografico. Padre dell`orrore italian style è proprio Mario Bava creatore dei capolavori che nell`arco di quegli anni hanno fatto la storia del genere e che hanno aperto molte strade, tutte inesplorate fino ad allora. I suoi Terrore dallo spazio profondo, La frusta e il corpo, Operazione Paura e Lisa e il diavolo sono pezzi di storia eppur ancora opere avvincenti ed attuali. Con sapienti giochi cromatici, picchi di tensione e stili di ripresa queste pellicole s`incastonano nel pantheon dei film horror. Ma una vera e propria prolificazione di film horror in Italia si ha grazie a Dario Argento che nel 1969 con L`uccello dalle piume di cristallo riesce a spiazzare e catturare il pubblico in sala. Nel 1975 esce quello che sarà definito il suo capolavoro, Profondo Rosso, un giallo – thriller – horror che ottenne grandi incassi al botteghino e che lo ha reso un regista culto nel mondo. Argento avvierà un nuovo filone cinematografico, ovvero il thriller all`italiana ed i suoi film avranno tantissimi epigoni.

Va menzionato un film che uscì nel 1976 e diventato un cult per tutti gli estimatori dei film horror, sto parlando di La casa dalle finestre che ridono, regia di Pupi Avati e sceneggiatura di Maurizio Costanzo. Un thriller molto oscuro ed inquietante girato nella pianura padana che scava nell`omertà e nel terrore che possono nascondersi nei piccolo paesi, rimangono celebri il colpo di scena conclusivo e il finale in sospeso.

Ma il grosso della produzione horror made in Italy deve ancora arrivare, e saranno proprio gli anni `80 a dare il via alla maggior produzione di questo genere cinematografico. Merito di tale sovrapproduzione va anche agli Usa che in quegli anni lanciano sul mercato film come: Lo Squalo, Nightmare e Zombie. Tentando di ricalcare il successo straniero i nostri registi si cimentano in opere, molto scopiazzate a dire il vero, che porteranno alla nascita di film come: L`ultimo squalo di Enzo Castellari, Night Killer di Claudio Fragasso e Zombie 2 di Lucio Fulci. Il bello è che questi b – movies hanno avuto più successo degli originali, portando molto spesso a sequel di ancora più successo. Negli anni `80 però nascono anche altri talenti: Lamberto Bava, figlio di Mario, gira Demoni che ha avuto grande successo sia in Italia che all`estero, tanto da essere imitato in una serie di film negli Usa. Si fa notare anche un giovane Michele Soavi che sfornerà due piccoli gioielli del cinema nostrano Deliria e La chiesa.

Un`importante considerazione va fatta anche per un filone horror nato proprio nel nostro paese: il cannibal – movie. Inventato prima da Lenzi con Il paese del sesso selvaggio e poi portato all`apice grazie a Deodato con Ultimo mondo cannibale e Cannibal Holocaust. Un filone, questo, assai truculento e con splendidi paesaggi esotici che riuscì a schoccare intere platee tanto da indurre a vietare ai minori la maggior parte delle pellicole.

Lorenzo Colapietro

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