The Final Destination 3D | Corsa contro la morte

“You can`t cheat death” | Senza via di scampo




Non si può ingannare la morte. The Final Destination 3D, quarto sequel del celebre franchise dal successo planetario, riparte da qui. Stesso plot: meccanismo vincente non si cambia. Un gruppo di ventenni cerca di evitare la Morte, grazie alle premonizioni di uno di loro, ma la Morte tornerà a cercarli più e più volte, in una sorta di caccia fino all`ultimo respiro mentre loro tenteranno con ogni mezzo di evitare il proprio destino.
E questa volta la Morte è in 3D.

I precedenti film della serie si aprivano con un disastro aereo, l’incidente di un camion, il crollo di una montagna russa. Il produttore Craig Perry – motore di tutti e quattro i viaggi – commenta così la nuova idea. “I film del ciclo Final Destination sono noti per la loro sequenza d’inizio e abbiamo quindi cercato non solo di eguagliare quelle precedenti, ma addirittura di portarle ad un altro livello. Abbiamo deciso così per una corsa d’auto, uno degli eventi sportivi più seguiti. C’è un`enorme energia cinetica nella corsa. Possono accadere gravi incidenti. Eppure di solito lo spettatore pensa di essere lontano dai rischi, perché il pericolo è all’interno della pista”. Non in questo caso.

Mentre le macchine girano sul circuito, una viene colpita da un cacciavite che le buca la ruota, facendo schiantare l’auto contro le altre. Si crea così una reazione a catena, un effetto domino. Macchine che volano per il circuito, dentro i box, sui palchi. Tettini che si staccano, tagliando di netto gli spettatori, motori si liberano dalle carrozzerie cadendo sulla gente. Enormi pezzi di metallo finiscono sugli spalti, le impalcature della sezione superiore delle gradinate cedono crollando sulle persone nel panico. È completo caos e distruzione. Tutto ovviamente in 3D.

Lo spettatore è trascinato in una sorta di spirale senza ritorno.
La regia è di David R. Ellis, californiano, stunt di professione, noto come uno dei migliori registi di seconda unità di Hollywood. I fan del genere apprezzeranno.

Francesca Bani

 

 

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