Cinema & videogiochi | Intervista a Filippo Facchetti

Cinema & videogiochi | Incontro con Filippo Facchetti


In occasione dell`uscita di Prince of Persia nelle sale, la macchina di Holliwood affonda di nuovo nel mondo dei videogiochi e, a ben sentire, con risultati migliori rispetto ai precedenti tentativi. Ma il discorso cinema – videogiochi non si limita solo al cercare di portare sullo schermo sceneggiature tratte da games di successo, ma sta diventando negli anni un rapporto biunivoco fatto di dare e avere. Film come Avatar di Cameron devono molto alla computer grafica dei videgiochi e alcune delle pellicole di successo degli ultimi anni sono tratte da giochi di successo mondiale: Tomb Rider, Resident Evil, Silent Hill.

Per Approfondire al meglio l`argomento ho intervistato Filippo Facchetti, editor di uno dei siti di videogames più famosi d`Europa Eurogamer.it.

Partiamo da Prince of Persia che ne pensi?
Bisogna prima di tutto dire che Prince of Persia non è solo un film tratto da un videogioco. Va detto che con questa serie Ubisoft ha creato un universo particolare, con un protagonista molto ben caratterizzato e adatto ad essere il personaggio principale di un film del genere. Ovviamente più che il film  conosco il game della pellicola, e posso dire che è uno dei rari casi in cui la qualità di un gioco tratto da un film è così alta. Questo perché si tratta di un game tratto dal un film tratto da un game dove le dinamiche di gioco sono sempre le stesse e il film diventa principalmente un punto di unione.

Ma i videogame non hanno solo ispirato trame o personaggi.. ma anche tecniche di realizzazione. Esempio Avatar.
Si esatto, dopotutto il film Avatar è un enorme videogame. Infatti il progetto di Cameron è in cantiere da diversi anni, ma non si è mai potuto realizzare a causa dell`impossibilità della vecchia tecnologia di mettere in scena determinate idee. Anche, se devo essere sincero, non ho visto tutto questo mondo iper-dettagliato di cui si parla in giro, ma bisogna ammettere che la computer grafica ha dato la possibilità di dare vita a universi visionari che anni fa erano impossibili da realizzare. Ma bisogna comunque ricordare che cinema e videogiochi parlano un linguaggio completamente diverso.

Ho fatto una piccola ricerca e di film tratti da videogiochi ne abbiamo tantissimi, ne citerò solo alcuni:Alone in the Dark, House of Dead, Mortal Kombat, Street fighter, Final Fantasy Super Mario Bros, Resident Evil, Tomb Rider, Silent Hill. Di questi gli unici ad aver avuto successo sono gli ultimi tre. Mentre se parliamo di film tratti da fumetti la lista è notevolmente più corta ma i successi sono maggiori. Perché secondo te vi è questa differenza così sostanziale?
Come ho detto prima i due linguaggi sono sostanzialmente diversi, è per questo che tante volte con un budget notevole e tecnologie che permettono di realizzare film in linea con il videogioco il risultato finale è comunque deludente. Innanzitutto i ritmi di una pellicola sono completamente diversi di quelli del game, ci sono dei tempi narrativi differenti, l`uso del tempo e dell`ambiente sono particolari, nei giochi diventano essenziali grazie all`interfaccia grafica e quindi all`interattività e nel passaggio da gioco a film questo si perde, si tratta di cose che al cinema non ci sono, tutto deve essere immediatamente fruibile. Poi va anche messa in conto la popolarità, i fumetti Marvel o DC in America e nel mondo hanno una base di pubblico enorme. Mentre per i videogiochi bisogna ammettere che non hanno una diffusione così ampia. E ovviamente il budget, quello destinato ai cinecomics è altissimo mentre, se si prendono film come Alone in the Dark, il budget è veramente esiguo. Ma sopratutto i film non hanno affatto rispettato le basi del gioco da cui partivano. Resident Evil, per quanto abbia incassato, non c`entra nulla con il game da cui è tratto, tranne per qualche citazione sparsa durante la pellicola.

Ma più che la trama, ho notato che si cerca di estrapolare il personaggio.
Esatto. Questo perché nei videogiochi i protagonisti molto caratterizzati. Ma perché non fanno lo stesso con i fumetti? Semplicemente perché nei comics si ha la possibilità di attingere a diverse storie. Questo perché si ha a disposizione un universo molto vasto. Nei videogiochi, invece, lo sceneggiatore non ha momenti da scegliere, quindi il prodotto finale viene povero di trama. Senza contare la necessità di aggiungere una presenza femminile notevole. Molti games infatti non hanno una protagonista femminile forte. La prima è stata senza dubbio Lara Croft che oltre ad aver creato un genere è quella più famosa, insomma la conosce anche chi non ha mai preso una console in mano. Lo stesso Resident Evil ha messo come protagonista principale Milla Jovovich nella parte di Alice che non ha niente a che vedere con la serie originale.

Ma non è solo il cinema ad ispirarsi ai videogame, accade anche il contrario. E non parlo di games tratti da film, ma giochi che sembrano pellicole cinematografiche. Esempio di questa fusione è il gioco Heavy Rain.
Heavy Rain è un gioco difficilmente etichettabile, sotto un certo punto di vista crea un nuovo genere. Ci troviamo di fronte un prodotto che fa della recitazione e della regia il suo punto di forza. Molti lo hanno etichettato come film interattivo, ma non è solo questo, i creatori hanno cercato di spingere molto sulla pressione psicologica, creando dei momenti in cui bisogna agire in fretta, dove si devono ricordare eventi accaduti in momenti precedenti. Questo crea un`esperienza che non è un film ma non è nemmeno un videogioco, hanno creato una commistione ben riuscita e molto particolare che però non è apprezzata dai giocatori classici.

Questa fusione a cosa potrebbe portare, secondo te, sia al cinema che ai videogiochi?
Beh bisogna comunque vedere se il nuovo filone verrà utilizzato. Heavy Rain è sicuramente stato un successo, ma aveva alle spalle un team che già da molto tempo sperimentava verso questa direzione. Ma tecnicamente parlando non si era ai livelli di oggi per quanto riguarda le nuove console, che permettono di mettere su schermo cose più convincenti. I volti dei personaggi dei game sono molto dettagliati e riescono a comunicare anche con la recitazione, quindi espressioni del viso e occhi non più spenti, è stato un grande passo in avanti per la commistione tra cinema & videogiochi. Ma il successo di Heavy Rain non garantisce che ci saranno film che saranno videogiochi, anche se l`idea del film interattivo è un progetto in cantiere, si pensa ad un telecomando,che dato ad un acquirente in sala, permette di scegliere come portare avanti la trama del film. Questo porterebbe a film che possono essere visti più volte cambiando il finale, avendo anche diversi livelli narrativi. Ma non so fino a che punto la cosa è realizzabile, i film alla fine sono opere chiuse quindi dare la possibilità di far scegliere a qualcun altro gli sviluppi della trama stravolgerebbe il senso del cinema stesso. Tra i videogames influenzati dal cinema va menzionato anche Red Dead Redemption un nuovo gioco della Rockstar, che prende spunto dai migliori film western, usciti nel corso degli anni, per ricreare l`ambientazione vecchio west virtuale in modo perfetto. E` un esempio importante di videogioco ispirato al cinema, che non avendo legami di trama, personaggi e situazioni particolari è riuscito a diventare un ottimo prodotto. Questo perché, a mio avviso, la riuscita di film ispirati a videogiochi o viceversa dipende tutto dalla libertà che hanno registi, programmatori ecc. rispetto alla fonte di riferimento.

Lorenzo Colapietro 

Lascia un commento