Ma quale Pivellina…La piccola Asia è già una grande attrice

Nella Roma pasoliniana la nuova “Riccetta” | I bambini continuano a guardarci


Chi non ricorda lo sguardo di Antoine Doinel nella scena finale di I Quattrocento colpi di François Truffaut, il pianto disperato e protettivo del piccolo Bruno in Ladri di Biciclette, che cerca di difendere il padre aggredito dalla folla romana, inferocita per il furto della bicicletta, gli eroici e coraggiosi fischiettii dei bambini che assistono all’esecuzione di Don Pietro in Roma Città Aperta, la tragica avventura dei due lustrascarpe romani in Sciuscià, lo “scugnizzo” napoletano che cerca invano di parlare con il soldato americano Joe in Paisà, e gli occhioni neri del piccolo siciliano Salvatore, che grazie all’operatore Alfredo scopre la magia del cinema in Nuovo Cinema Paradiso? Ebbene, i bambini al cinema ci hanno sempre emozionato e commosso  con i racconti narrati attraverso i loro occhi e i loro sguardi. E soprattutto il cinema italiano neorealista ha raccontato storie che avevano per protagonisti i bambini, a partire  dai film I bambini ci guardano, che introdusse proprio nel cinema italiano – e di conseguenza nel dibattito politico – la possibilità di affrontare i disagi e le difficoltà dei bambini con racconti che erano incentrati sulla loro figura.

 

 

Ma nel film Non è ancora domani ( La Pivellina )dove tra l’altro il contesto storico non viene trascurato con una riflessione arguta sulla partecipazione dell’Italia alla Seconda Guerra Mondialela protagonista, la piccola Asia Grippa, ha appena due anni, ma una capacità attoriale e una naturalezza davanti alla telecamera da attrice professionista, imitandone già le stesse movenze e civetterie ( ad esempio la scena in cui ride davanti allo specchio ). Tutto il film è incentrato su lei e sulla sua storia di bambina della borgata romana di San Basilio, abbandonata dalla madre su una giostra all’età di due anni e presa in custodia illegalmente da una famiglia di giostrai, costretti a modificare le loro abitudini e attività quotidiane per accogliere e dare calore umano alla “Pivellina”, il loro vero deus ex machina ( la signora ad esempio è costretta a imparare a guidare l’automobile e il piccolo si improvvisa baby-sitter ).
Tutto il racconto filmico inoltre si svolge nei luoghi descritti dai romanzi “Ragazzi di vita” e “Una vita Violenta”, che Pasolini scrisse appena trasferitosi a Roma nel quartiere di Ponte Mammolo, percorso dalla stessa Patti alla ricerca di informazioni sulla mamma della bambina. Le baraccopoli vicino al fiume Aniene, dove un tempo vivevano i ragazzi di vita romani, sono sempre presenti nel film ( la piccola Asia viene accolta in una roulotte ed è costretta a difendersi dai disagi naturali, come l’alluvione che colpì le baraccopoli di Pietralata e trasformò in eroe Tommasino ), così come l’umanità e la semplicità di queste persone, che, precari e poveri, accolgono nel loro mondo misero una bambina trovata su una giostra.
 
( La foto è di proprietà Officine Ubu )
 

 

Alessandra Alfonsi
 

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