L’imbroglio nel lenzuolo. L`Italia vista da fuori

Anteprima mondiale al Festival di Taormina | L’Italia vista dai registi stranieri: sognata o imbrogliata?

Durante i miei anni di studio all`Accademia di cinema, le figure, a cui ero solito ispirarmi e guardare come a un modello di insegnamento, erano i grandi maestri del cinema italiano. Sapere che oggi sto realizzando un film italiano, partendo dalla lingua e dal cast fino ad arrivare alla stessa troupe, tra i cui nomi figura il grande Vittorio Storaro, autore della cinematografia, è la realizzazione di un grande sogno.

Il sogno, cui si riferisce Alfonso Arau, regista e attore messicano, è L’imbroglio nel lenzuolo, il film con Maria Grazia Cucinotta, anteprima mondiale alla 56ma edizione del Festival di Taormina, in programma presso il Teatro Antico dal 12 al 18 giugno e diretto dall`americana Deborah Young.

Prodotto dalla Seven Dreams, casa di produzione fondata dall’ attrice siciliana, il film sarà nelle sale a partire dal 18 giugno distribuito da 01Distribution.

Il titolo L’imbroglio nel lenzuolo, come spiega la stessa Cucinotta, fa riferimento alla percezione del cinematografo nell’immaginario collettivo del primo Novecento: come può “un piccolo raggio di luce portare la vita sopra un lenzuolo e far apparire cose e persone che un istante prima non c’erano?” … si chiedono i primi spettatori di fronte alle immagini tremolanti nel buio dei piccoli teatri dell’epoca. Così il cinematografo, nell’immaginario collettivo appare come un imbroglio … e finisce con l’essere soprannominato L’imbroglio nel lenzuolo.

In realtà questo imbroglio-sogno ha unito molti registi stranieri, soprattutto italo-americani, che hanno scelto di girare  in Italia per ricordare le origini italiane, come Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, di adattare romanzi ambientati nell’Italia dell’Ottocento per far rivivere il fascino del Grand Tour, come nei film Camera con Vista di James Ivory e Ritratto di Signora di Jane Campion, di utilizzare i teatri di posa di Cinecittà per girare film d’epoca ricostruendo perfettamente la Roma imperiale, come in Ben Hur di William Wyler, e di svelare attraverso la vitalità di Roma i sogni di chi la visita, come quello della graziosa principessa Anne che in Vacanze romane del 1953 sulla vespa del giornalista Gregory Peck scopre l’eleganza e l’anima popolare della città eterna ( sarà il primo film di una serie di commedie romantiche ambientate a Roma ).
 
Mentre nel film di Arau si mostrano le sensazioni degli spettatori all’arrivo del cinematografo nell’Italia del Sud 1905, in altri registi, come il lucano Francis Ford Coppola, l’Italia del Sud è quella di Mike Corleone ( memorabile è Il Padrino I con il ritorno del giovane Mike, interpretato da Al Pacino, a Corleone e i continui flashback della saga sul ricordo della Sicilia ): l’Italia della Mafia.
 
Martin Scorsese, invece, con la storica sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, realizzò nel 1999  il documentario Il mio viaggio in Italia sul cinema italiano: un’opera della durata di quattro ore, nella quale il regista di Toro Scatenato commenta i capolavori del cinema italiano, che maggiormente hanno condizionato la sua formazione culturale, come Sciuscià e Paisà.
 
Alessandra Alfonsi
 
 

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