I novant’anni di Alberto Sordi

Maratona su Rai Movie | Ce lo siamo meritato Alberto Sordi?

<< A Nando, do’ vai? E che ne so? Me ne voglio andà…Non ne posso più…Il tuo posto non è qui: è in America…Qui non so padroni della lingua…Non te capiscono>>
 
Non poteva non iniziare con il soliloquio di Nando Moriconi, tratto dal film Un Americano a Roma di Steno, questo articolo-omaggio ad Alberto Sordi, uno dei più grandi attori italiani, che proprio il 15 giugno avrebbe compiuto novant’anni. E’ stato – ed è ancora – l’americano di Roma, il padrone assoluto del dialetto romanesco, dell’identità romana e non solo. Un comunica – attore, versatile e capace di padroneggiare molti e variegati linguaggi. Doppiatore, attore teatrale, regista e cantante: grazie alla sua straordinaria pervasività  ha lasciato la sua impronta comica alla radio, al cinema e in televisione.
 
In questi giorni per ricordare i suoi novant’anni si sono svolte molte celebrazioni: tra queste quella televisiva di Rai Movie, che ha dedicato un’intera giornata della programmazione a Sordi trasmettendo fin dalla mattina alcuni dei suoi film con l’obiettivo di sottolineare soprattutto la sua capacità di diffondere, come un tipico console, l’identità romana nel mondo: La vedova elettrica di Raymond Bernard,  Mi permette, Babbo!  di Mario Bonnard, I Nuovi Mostri di Ettore Scola, Dino Risi e Mario Monicelli, Il Segno di Venere di Dino Risi, Un eroe dei nostri tempi di Mario Monicelli, l’Avaro di Tonino Cervi e Troppo Forte di Carlo Verdone.
 
Una selezione particolareggiata dei suoi film  dalla quale tuttavia emergono i caratteri essenziali dell’attore e uomo Sordi: la sua fiera romanità ( rinnegata ironicamente solo nel film di Steno del 1954) in Mi permette, Babbo! unita alla sua tipica pelandronite ( su cui poi Fellini costruirà il personaggio de I Vitelloni con la storica scena del gesto dell’ombrello rivolto ad un gruppo di lavoratori ), il rapporto da tipico Don Giovanni italiano con le donne ( molto amate e apprezzate – memorabili i film con Franca Valeri, Maria Pia Casilio, Monica Vitti, Marisa Allasio -, ma sempre tenute lontane perchè, come lui stesso ha molte volte ripetuto, non voleva  mettersi un’estranea in casa ), la verve tipica da attore da varietà come nell’ultimo episodio Elogio Funebre de I Nuovi Mostri ( caratteristica di molte sue performance cinematografiche e televisive, da Un americano a RomaE’ matematico, ragazze, a spring entra l’applauso…ok girls…a spring entra l’applauso – agli sketch con Mina e il balletto in coppia con la Carrà ), la vigliaccheria, che nell’episodio Pronto Soccorso lo spinge  a riportare sul luogo dell’incidente un pedone dopo molti tentavi per trovargli un posto in un ospedale, mentre ne La grande Guerra di Mario Monicelli lo trasforma in eroe, in uno dei finali più commoventi del cinema italiano ( << Macchè siete matti? Macchè s’ammazza così la gente…E mò chi ve lo dice dove fanno il ponte di barche? Lo sapeva solo lui…Io non so niente…che je dite voi al comando? Io non so niente…Io son un vigliacco>> ), ed infine il rapporto in Troppo Forte con il suo figlio artistico, riconosciuto ufficialmente, Carlo Verdone, vincitore alla terza edizione proprio del Premio Alberto Sordi: uno dei figli del pianeta nero in cerca di una parte a Cinecittà, che l’avvocato Pignacorelli cercherà di proteggere e di portarlo al successo anche senza quell’organo superfluo della milza.
 
Sordi ha interpretato circa duecento film – è di questi giorni l’appello del Presidente della Fondazione Sordi Giorgio Assumma per preservare le sue opere in pellicola sollecitando un intervento del Ministro Bondi per la riconversione in digitale dei suoi film – finendo per rappresentare con un’incredibile capacità attoriale, non inferiore a quella di Mastroianni e Gassman, l’italiano medio ( Un borghese piccolo piccolo ), vigliacco ( La grande Guerra ), corrotto ( Il medico della mutua ), mediocre e fanciullesco ( Lo sceicco bianco ), ignavo ( Tutti a casa ), meschino ( Il maestro di Vigevano ), per il quale, parafrasando una battuta di Ecce Bombo di Nanni Moretti, bianchi e neri sono tutti uguali…Ma allora ce lo siamo meritato questo grande attore? Adesso rifatece Tarzan…
 
 Alessandra Alfonsi
 
 

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