Panico al Villaggio | Un Compleanno movimentato

Serie televisiva al Cinema  | Protagonisti di gomma

Può il compleanno di un Cavallo essere causa di “Panico al Villaggio”? Pare di si.
Tutto ha inizio in un Villaggio (chiamato Villaggio), dove un Cavallo (chiamato Cavallo) festeggia il compleanno e, i suoi amici più cari (Indiano e Co-boy) decidono di regalargli un barbecue. I problemi sorgeranno proprio da quest’ultimo, a causa di un ordine on-line errato, infatti, invece di acquistare 50 mattoni, ne arriveranno 50 milioni e, nel tentativo di sbarazzarsene, gettano il Villaggio nel panico. Cercano invano di rimediare al disastro compiuto, ma finiranno solo col peggiorare le cose. Passando attraverso mirabolanti avventure rovinano la vita al povero Cavallo che a causa loro rimanda in continuazione le sue lezioni di piano con la bella puledra Madame Longrèe.
Il presente lungometraggio, apprezzato a Cannes nel 2009 e di lì a poco, ha avuto persino il prestigio di volare a Hollywood per la notte degli Oscar, nasce da una serie televisiva basata su pupazzetti di plastica realizzati con la tecnica stop motion, grazie al genio dei due animatori belgi Vincent Patar e Stephane Aubieril  .
Questo lungometraggio un po’ retrò, dal sapore e dai colori vintage, in cui i protagonisti sono maialini, cavalli, indiani amici dei cow-boys e fattorie di gomma, regala un momento di nostalgia per un tipo di animazione ormai perso e in assoluta controtendenza con le tecnologie 3D ormai dominanti sul grande schermo. L’atmosfera è del tutto assurda e umoristica, le scene sono imprevedibili e la regia perfetta. Il film, dedicato principalmente ad un pubblico infantile è perfettamente godibile anche dagli adulti, la trama certo è fondata sulla magia del non-sense e sulla fantasia di chi lo gusta, per ciò non bisogna aspettarsi un fantasy dei nostri tempi ma una favola deliziosa animata del passato.

Rossella Iannuzzi
 

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