Roma Fiction Fest 2010 | The Prisoner – Body of Proof – The Dark Side of Chocolate

Prossime visioni | Tra futuro, Dr. House al femminile e il volto sofferto dell`Africa

The Dark Side of Chocolate
Un documentario che mostra il lato oscuro del cioccolato. Lavoro minorile e traffico di esseri umani, ecco che cosa si cela dietro all`industria più dolce del pianeta. Il giornalista danese, Miki Mistrati, in cerca di risposte, attraversa l`Africa occidentale, dal Mali alla Costa d`Avorio principale produttore al mondo di cacaorivelando con telecamere nascoste la tratta di bambini verso le piantagioni. Ragazzini di 12-14 anni e perfino piccoli di 7 spinti dalle famiglie che vivono in una miseria disperata, o rapiti a loro insaputa, lavorano illegalmente nei campi. Spaccano il frutto del cacao con un colpo netto di macete e trasportano pesanti carichi. Alcuni restano vittime e gran parte di loro, attirata dal miraggio del denaro, non verrà mai retribuita. Nel 2001 le grandi multinazionali del cacao, Nestlé, Barry Callebaut e Mars avevano sottoscritto il Cocoa Protocol, con la promessa di lavorare a favore del totale sradicamento del lavoro minorile nel settore entro il 2008. Siamo ancora tragicamente lontani dall`obiettivo.

Body of Proof
Ritmo incalzante e dialoghi serrati per il pilot della nuova serie medical/poliziesca presentata a Roma in anteprima mondiale. Megan Hunt (la `casalinga disperata` Dana Delaney) è un geniale neurchirurgo – sorta di Dr. House al femminile tutta mente e razionalità – che dopo un tragico incidente d`auto perde la sensibilità delle mani. Costretta alla nuova carriera di medico legale, lavora al fianco della polizia per risolvere i casi di omicidio. Brusca e sardonica, mostrerà pian piano il suo lato umano. Con lei John Carroll Lynch, nella parte del burbero detective Bud Morris, Jeri Ryan capo rigida e affascinante e Nicholas Bishop il comprensivo Peter Dunlap. Una delle serie di punta della Abc per il prossimo autunno è diretta da Nelson McCormick, già regista di E.R. Medici in prima linea, Prison Break, Nip/Tuck, Alias, The West Wing e The Closer

The Prisoner
Jim Caviezel & Sir Ian McKellen sono la premiata coppia del remake dell`omonima serie tv inglese del 1967. Caviezel – interprete della Passione targata Mel Gibson e del capolavoro di Terrence Malick La Sottile Linea Rossa – è a Roma per presentare il suo nuovo impegno televisivo. Sguardo intenso e volto scolpito, spiega che "si tratta di un vero e proprio film per la Tv, girato in pellicola 35mm, in Sud Africa e nel deserto della Namibia. Il Villaggio che vedrete non è un set ma una città vera e propria".
Una serie "che ha come sfondo il terrorismo globale, in cui ho ritrovato le atmosfere di 1984 di Orwell, a partire dal fatto che gli uomini siano ridotti a numeri – ha chiarito. Il nostro mondo sta diventando sempre più simile a quello descritto nel libro".
The Prisoner scritto da Bill Gallagher e diretto da Nick Hurran ruota attorno a Micheal (Caviezel) un newyorkese che, licenziatosi dal lavoro, perde la memoria e si trova improvvisamente in una cittadina ai confini del deserto, il Villaggio. A regnare sulla surreale città è il Due (il superbo britannico Ian McKellen, già Gandalf de Il Signore degli Anelli e Magneto di X-Men, per citare solo due suoi celebri personaggi) che accoglie Michael e vuole costringerlo ad ambientarsi.
Pur ispirandosi alla fiction del `67, non è un semplice remake: per stessa ammissione degli autori si tratta di una libera interpretazione del tema e delle atmosfere dell`originale (peraltro ineguagliabili) le cui caratteristiche principali sono la struttura narrativa complessa e frammentata, con pause, lunghi monologhi e uno stile di regia molto cinematografica.

 

 

Francesca Bani 

 

 

 

 

 

 

 

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