Alice | La rivincita delle nerds

Alice | La rivincita delle nerds

Nato da un soggetto di Oreste Cristostomi, giovane regista ternano, che ha scelto come location la sua città natale, Alice è un film sulle difficoltà relazionali e sulla paura di amare.
La protagonista è una ragazza timida, dolce e complessa.
La sua personalità e il suo aspetto sono delicati come un fiore che fatica a schiudersi e diffondere il suo  profumo.
Di certo non la aiuta l’ambiente familiare, tuta’altro che accogliente,  in cui Alice si muove con impaccio.
La madre è  un donnone grave e ingombrante che non perde occasione per contraddirla su tutto e la carica di sensi di colpa, il padre ha la mania dell’igiene casalingo e delle occasioni di risparmio da cogliere al volo. Entrambi hanno una cosa in comune: sono molto avari di slanci affettuosi.
Per una creatura dall’animo sensibile, cresciuta in un simile contesto la relazione con gli altri non può che essere difficile così come la costruzione di una buona percezione di sé.
Alice è alla ricerca dell’amore ma non per costruire una relazione alla pari, perché è ancora alla ricerca di una sua identità che non è quella di inizio film, a metà tra la lolita e la secchiona intellettuale.
Alice finisce con l’invaghirsi sempre degli uomini sbagliati, quelli più ambiti, belli e desiderabili che le confermano l’immagine di inadeguatezza che lei percepisce di sè stessa.
In una parola Alice non si piace.
Ma l’esperienza dell’amore porta sempre con sé dei regali preziosi e, anche quando non è ricambiato, è un modo per scoprire zone inesplorate di sé stessi.
Grazie alle preziose consulenze del suo amico del cuore, Alice inizia dal suo aspetto fisico un cambiamento che diventerà sempre più profondo.
Ad aiutarla in questo secondo passaggio ci penserà Catherine Spaak, che nel film ha un negozio di fiori.
Con lei Alice ha un rapporto intimo e sincero e grazie ai suoi consigli acquista fiducia in sé stessa e supera la paura di mostrare al mondo la bellezza dei suoi petali.
Stanca di amori impossibili e idealizzati, ricambierà l’amore di chi la ama sul serio e da tempo.
Certo le ingenuità non mancano.
I molti riferimenti a temi psicoanalitici (sogni, complessi e via discorrendo) sono trattati con eccessiva leggerezza.
I temi toccati  sono tanti (difficoltà nel rapporto tra colleghi, tra parenti, omosessualità, precariato nel lavoro) e, forse per questo, il film risulta essere dispersiva e mancare un po’ di incisività.
Ma si tratta solo di raddrizzare un po’ il tiro e trovare nuovi equilibri cosa che, un giovane regista alla sua opera prima,  ha sicuramente già messo in conto.

Patrizia Ruscio

 

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